19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06


TARANTO – Incendio all’alba all’Ilva. Le fiamme sono divampate stamattina, intorno alle 5, all’interno dello stabilimento siderurgico tarantino ed hanno interessato uno dei nastri trasportatori di riserva che fanno affluire le materie prime alle batterie delle cockerie. Secondo fonti sindacali, l’incendio sarebbe stato causato da un attrito lungo il rullo del nastro, ma per accertare le cause sono in corso ulteriori verifiche. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno impiegato più di tre ore per spegnere l’incendio e mettere l’area in sicurezza. Tanta paura, ma non ci sono stati feriti.

L’incendio è un altro problema che va ad aggiungersi al rallentamento alla produzione. L’azienda infatti ha già annunciato ripercussioni sull’attività produttiva del colosso siderurgico a seguito del ridotto livello di scorte delle materie prime. Oggi pomeriggio un nuovo incontro tra dirigenti e sindacati metalmeccanici. “Non essendoci stato il dissequestro dei prodotti finiti, molti impianti sono fermi – spiega Antonio Talò della Uil – e i dipendenti non stanno lavorando. Non si potrà continuare così, per questo temo che altre persone andranno in cassa integrazione. Probabilmente nell’incontro di oggi, l’azienda ci dirà qualcosa di ufficiale in merito”. Produzione e lavoro sono a rischio soprattutto perchè molte delle gru del porto non stanno funzionando dopo i danni provocati dal tornando che si è abbattuto proprio sui moli. Stamattina alcuni gruisti hanno provato il funzionamento di un sistema telecomandato che permetterebbe loro di lavorare da terra, senza salire sulle gru. L’iniziativa è stata presa dai circa 90 colleghi di Francesco Zaccaria, il gruista dell’Ilva che era a lavoro nella cabina spazzata e gettata in mare dal tornado, che chiedono di lavorare in condizioni di sicurezza. Pur essendo superati i vincoli allo scarico, in seguito al decreto legge che autorizza l’attività produttiva, al momento resta quindi l’impossibilità di utilizzare alcuni mezzi. L’impossibilità di manovrare le gru sta quindi riducendo la disponibilità di minerale. Ed infatti la rada del mar Grande è affollata di navi che non possono caricare perchè c’è il sequestro del prodotto finito e non possono neanche scaricare materie prime per i danni alle gru. La sosta prolungata dei mercantili porta ovviamente un aumento delle spese per l’azienda. Disagi anche all’Ilva di Cornigliano perché da Taranto non arriva materiale per rifornire gli impianti di Genova, Novi Ligure e Racconigi, le scorte si stanno esaurendo e regna l’incertezza sui tempi o sulla possibilità di veder arrivare i rifornimenti. Un’emergenza che ha conseguenze dirette sull’occupazione. Avviato lo spegnimento delle batterie coke 5 e 6, per domani è in programma anche la fermata dell’Afo 1. Sono già 1.180 i lavoratori in cassa integrazione. Tra questi 700 dell’area a freddo “per crisi di mercato” e 480 in cassaintegrazione per calamità naturale, a seguito dei danni provocati dal tornado. Man mano che gli impianti vengono ripristinati, questi ultimi dovrebbero tornare al lavoro, ma invece la cassa è stata prorogata fino al 31 dicembre.

Serena Scarinci

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