29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

VENTI MILIONI PER LE NAVI


TARANTO – Quasi venti milioni di euro. Li ha spesi in questi giorni l’Ilva per la sosta prolungata delle navi. Secondo fonti sindacali, infatti, è di oltre quindici milioni la cifra che l’azienda ha sostenuto per le navi ferme in mar Grande in attesa di scaricare materiale finito. E’ la conseguenza dei danni provocati dal tornado, ma soprattutto del sequestro alla merce. Intanto le gru hanno ripreso a lavorare. Le navi stanno scaricando minerale, ma non possono caricare il prodotto finito. Sono le cause del forte rallentamento alla produzione all’Ilva di Taranto.

Secondo fonti sindacali questa mattina si finisce di verificare l’efficienza delle gru danneggiate dal tornado che si è abbattuto proprio sul porto tarantino. Mentre le numerose navi che stanno affollando la rada del mar Grande, con due gru manovrate “in modo telecomandato”, stanno scaricando minerale. Ma non possono caricare il prodotto finito. In marcia ci sono due altoforni. A rotazione ogni giorni l’azienda ne sta spegnendo uno, proprio per effetto della scarsità di minerali nei parchi. Sabato in ottemperanza alle disposizioni dell’Aia è stato fermato l’Altoforno uno. Nella giornata di giovedì sono state fermate le batterie 5 e 6 delle Cokerie. “Attendiamo la decisione del gip sul dissequestro del prodotto. Se sarà un no, la conseguenza diretta sarà un aumento della cassaintegrazione” spiega Antonio Talò della Uilm- Uil. Bisogna attendere almeno quindici giorni per poter scaricare e vendere il prodotto, perchè secondo il decreto “Salva-Ilva” sia legale. In queste settimane le navi continueranno ad aspettare alla fonda. La stima dell’azienda della spesa per la sosta delle imbarcazioni sopportata fin ora è di più di quindici milioni”. Oggi è prevista una nuova riunione tra dirigenza e sindacati, proprio per fare il punto sulla produzione e sulla vertenza al siderurgico, dalla quale dipende anche il destino di altri stabilimenti.

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