27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 17:56:00


TARANTO – Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione di Girolamo Archinà, ex responsabile delle pubbliche relazioni dell’azienda siderurgica Ilva, e di Lorenzo Liberti, professore universitario, ex consulente tecnico díufficio della Procura della Repubblica. 
Archinà si trova detenuto dallo scorso 26 novembre nell’ambito dell’ultima inchiesta riguardante lo stabilimento mentre Liberti è agli arresti domiciliari.
Il verdetto, attesissimo, è arrivato a metà mattinata. 
Sempre oggi l’ex presidente dell’Ilva Emilio Riva e l’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso hanno chiesto ai giudici del tribunale del Riesame la revoca delle misure interdittive emesse a loro carico nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta sul Siderurgico. Resta, quindi, in primo piano il fronte giudiziario per quanto concerne lo stabilimento tarantino. In modo particolare, era sulla decisione per Archinà e Liberti che si concentravano le aspettative: l’ex pr dell’Ilva è accusato di associazione per delinquere e corruzione in atti giudiziari, Liberti risponde di questo secondo reato.
Secondo líaccusa, Archinà avrebbe consegnato a Liberti nel 2010 una busta contenente 10mila euro per “ammorbidire” una perizia sulle fonti di inquinamento che Liberti doveva redigere in qualità di consulente della Procura. Il tutto immortalato da un video che il collegio difensivo riteneva di aver smontato. 
Ma non l’hanno pensata alla stessa maniera i giudici del riesame. 
Adesso si attendono le prossime mosse del collegio difensivo, composto dagli avvocati Giandomenico Caiazza, Gianluca Pierotti, Francesco Paolo Sisto ed Enzo Vozza. L’inchiesta riserverà altre sorprese.

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