27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00


TARANTO – Falsi incidenti: tre avvocati, quattro medici, quattro impiegati di banca e un perito assicurativo nell’esercito degli indagati per una maxi truffa alle assicurazioni. La Polizia Stradale di Taranto, diretta dal dottor Giacomo Mazzotta (nella foto) e dal sovrintendente Jacopo Miglietta e coordinata dal sostituto procuratore, dottor Marazia, in stretta collaborazione con i carabinieri della stazione di Santa Maria Nuova, in provincia di Ancona, ha denunciato 78 persone con le accuse di truffa ai danni di 12 compagnie assicurative, ricettazione, falso materiale, falso ideologico e fraudolento e danneggiamento di beni assicurati.

L’operazione denominata “Lepro”, da un appunto manoscritto nel quale uno degli indagati, l’avvocato N.G., si definiva “Lepro”, ritenendo di essere persona molto astuta, riveste particolare importanza per il numero degli insospettabili coinvolti. Gli investigatori della Polstrada hanno accertato decine di falsi incidenti con danni per mezzo milione di euro. Le indagini hanno preso il via dopo due querele presentate nel 2009 presso la caserma dei carabinieri di Santa Maria Nuova da automobilisti ai quali le compagnie assicurative avevano rivolto richieste risarcitorie per incidenti stradali mai avvenuti. Le indagini hanno consentito di scoprire che il promotore delle truffe era il legale di origini tarantine che da poco tempo si era trasferito a Jesi. Individuava le persone da far apparire coinvolte negli incidenti che in realtà erano fasulli e recuperava la documentazione (Cid e certificati medici) che poi, in qualità di legale di alcune delle persone coinvolte, presentava alle compagnie assicurative per ottenere il risarcimento del danno. Tra gli indagati figurano altri due avvocati tarantini compiacenti, che assumevano la difesa di alcune persone coinvolte nei falsi incidenti facendo, quindi, da controparte con l’avvocato che aveva ideato la truffa e, in alcune circostanze, senza neanche conoscere i clienti. Nei guai anche quattro medici i quali avrebbero redatto corpose certificazioni a favore delle persone apparentemente coinvolte negli incidenti, la maggior parte delle volte senza neanche sottoporre a visita medica i pazienti. I certificati venivano richiesti telefonicamente dall’avvocato che aveva ordito il raggiro. Era il legale a stabilire i giorni di prognosi da apporre sul certificato. Tra gli indagati anche un perito assicurativo e quattro impiegati di banca. Questi ultimi secondo l’accusa avrebbero permesso il cambio di assegni non trasferibili, rilasciati dalle compagni assicurative a favore di persone diverse dagli effettivi intestatari. Una ennesima maxi truffa che ha provocato un grave danno agli automobilisti tarantini per il rincaro delle tariffe deciso dalle compagnie assicurative a causa dell’aumento del numero degli incidenti stradali e dei conseguenti risarcimenti. Una prassi che, purtroppo, fa schizzare il capoluogo jonico ai primi posti della classifica delle città in cui le polizze assicurative risultano essere più esose.

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