19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Faceva la bella vita con i soldi delle rapine. Un tarantino nella gang


TARANTO – C’è anche un tarantino nella gang che faceva la bella vita con i soldi di rapine compiute soprattutto ai danni di anziani e cinesi che risiedono a Prato. Si tratta di Alessandro Curto, 22 anni, che è nel carcere di Taranto dall’agosto scorso dopo che è stato fermato dalla polizia per la ricettazione di un navigatore satellitare. Il ragazzo, che è difeso all’avvocato Maurizio Besio, ha patteggiato una pena a un anno e sei mesi per la violazione degli obblighi imposti della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno che aveva a Prato. Ora Curto è accusato dalla Squadra Mobile di Prato di aver fatto parte di una banda composta da 15 giovani che si sarebbe vantata anche su Facebook delle proprie gesta.

Sul social network i ragazzi postavano foto che ritraevano il bottino, oppure se stessi, con il volto coperto, prima dei raid. Almeno 20 i colpi contestati alla gang, anche se gli investigatori sospettano possano essere di più. I soldi rapinati venivano spesi nel giro di pochi giorni in vestiti firmati, lampade e trattamenti nei centri benessere. Il blitz è stato condotto dalla Squadra Mobile di Prato, diretta dal dottor Francesco Nannucci. Le ordinanze di custodia cautelare, una delle quali è stata notificata a Curto direttamente nel carcere di Taranto, sono state firmate dal gip, dottoressa Angela Fantechi, su richiesta del pm Eligio Paolini. Le indagini, durate alcune mesi, hanno portato alla contestazione di ben 38 capi di accusa: dalla rapina alle lesioni passando per la ricettazione. E’ inoltre emerso che in una occasione un testimone che minacciava di denunciarli sarebbe stato picchiato selvaggiamente. La banda era nota a Prato anche per una vasta serie di graffiti minatori comparsi sui muri del quartiere Soccorso.

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