Cronaca

120 posti letto solo sulla carta perchè mancano i fondi


TARANTO – Sanità malata, e tarantini costretti ad “emigrare” altrove. E dire che i posti letto ci sarebbero anche. Ma restano sulla carta, per mancanza di fondi. E’ la denuncia che arriva dalla Fp Cgil in occasione dello sciopero degli operatori delle strutture della sanità privata aderenti al Contratto Aiop e Aris andato in scena stamattina con sit-in davanti alle cliniche D’Amore, Santa Rita, villa Verde e Osmairm. A spiegare le motivazioni della mobilitazione è il segretario Mino Bellanova: “Quello che contestiamo è che non tutti i posti certificati vengono utilizzati per mancanza di risorse”.

Sono le cifre a spiegare meglio la situazione che si vive sul territorio: “A Taranto e provincia, sono previsti 1600 posti letto tra pubblico e privato. Dei 600 posti nel privato concentrati per la maggior parte nella città di Taranto, nelle cliniche accreditate in questo momento (che siamo a fine anno) non ne vengono utilizzati almeno un 20% per carenza di budget”. Quindi 120 posti letto che restano in stand by. Letti, anzi, stando alla denuncia della Cgil, interi reparti che restano vacanti. “Ne deriva che io assistito non troverò disponibilità nelle strutture accreditate pur essendo previsto dalla Regione. Rigettiamo quindi definitivamente – ha spiegato Bellanova – la gestione della sanità di tipo ragionieristico distante dai bisogni dei cittadini che devono rivolgersi a strutture fuori dalla provincia . Diversi gestori delle strutture private hanno fatto ricorso al Tar contro le ripartizioni della Asl di Taranto, vincendo anche ricorsi ultramilionari”. Insieme alla denuncia c’è la richiesta: “Che la Regione Puglia nel momento i cui stabilisce che ci debbano essere 1600 posti letto metta in campo anche le risorse per farli funzionare”. Altrimenti restano sulla carta. In questo quadro sono incastonate le varie vertenze: “Perchè ad ogni ripartizione dei fondi ci sono annunci di tagli e di reparti destinati alla chiusura”. C’è la vertenza della clinica Santa Rita “le procedure di licenziamento sono state sospese, ma all’orizzonte non si profila nulla di buono”. E sullo sfondo – questa è una rivendicazione che accomuna il comparto della sanità privata a livello nazionale – ci sono stipendi fermi al 2007 e arretrati che si aspettano oramai da anni.

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