02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Cronaca

MORTE IN ARSENALE. CONDANNATI IN SETTE


TARANTO – Sette condanne esemplari, addirittura più alte di quelle chieste dal pubblico ministero. E un risarcimento che dovrà essere deciso in sede civile, ma potrà, anzi dovrà, essere molto alto. La giustizia presenta il conto ai responsabili della morte di Giovanni De Cuia, morto sul lavoro a 54 anni, dipendente civile del Ministero della Difesa ed addetto alla vigilanza nella Divisione Sistema Nave dell’Arsenale di Taranto. Una sentenza dura, quella emessa dal giudice monocratico dottor De Michele. Due anni e sei mesi di reclusione per l’amministratore delegato della ditta appaltatrice dei lavori per i quali sarebbero stati utilizzati i pannelli che franarono sul lavoratore il 25 gennaio del 2010, uccidendolo.

Due anni per gli altri imputati, militari ed imprenditori. I reati vanno dalla violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro all’omicidio colposo. De Cuia, molto conosciuto e amato dai colleghi dello stabilimento militare, venne letteralmente travolto da una catasta di pannelli metallici mentre, dopo una pausa, stava tornando nel luogo di lavoro. Mentre camminava su un marciapiede, la montagna di materiale ha ceduto improvvisamente, investendo e schiacciando il povero operaio che morì sul colpo. Stando alla ricostruzione fatta dagli ispettori del lavoro, i lastroni erano stati accatastati alcune ore prima e sarebbero stati utilizzati per la costruzione del capannone di una nuova officina polifunzionale. La morte di De Cuia destò enorme clamore tra gli ‘arsenalotti’, che diedero vita ad una manifestazione spontanea dopo lo choc per quanto accaduto, per chiedere che venissero accertate tutte le responsabilità per una tragedia assurda, poi approdata in tribunale, prima davanti al giudice dell’udienza preliminare e poi dinanzi al monocratico. Quindi, il verdetto, accolto con soddisfazione dall’avvocato Massimiliano Del Vecchio, che assiste la famiglia dello sfortunato lavoratore. E’ stata disposta una provvisionale di natura simbolica, mentre il risarcimento verrà deciso in sede civile.

Giovanni Di Meo

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