Cronaca

Lo scontro Brigante-Semeraro finisce in Procura


 

L’Italia dei Valori. Anche quelli bollati. Almeno a giudicare dalla dichiarazione di guerra ufficializzata dal Consigliere provinciale dipietrista Giovanni Brigante nei confronti di Stefano Semeraro, dirigente dell’Ente presieduto da Gianni Florido: “Sono pronto a querelare il dirigente”.

“Nei giorni scorsi – spiega Brigante -, mentre partecipavo ad una conferenza dei capigruppo, il dirigente Stefano Semeraro, a cui il presidente Florido ha affidato una immensa mole di compiti visto che è contemporaneamente dirigente dei settori Affari Generali, Appalti e Contratti, Capo di Gabinetto, vicesegretario generale e responsabile della Polizia provinciale, si è presentato nella commissione Bilancio, da me presieduta, per chiedere i verbali di tutte le sedute svolte nell’ultimo anno”.

A distanza di qualche giorno, al Consigliere provinciale è giunta una nota firmata proprio dal dirigente. “Il dirigente fa rilevare che dall’esame dei verbali sono emerse diverse incongruenze e irregolarità “assoluta incertezza circa la celebrazione in prima o seconda seduta, incongruenza tra l’orario di inizio e fine lavori”. Nessuna di queste contestazioni – sostiene Brigante – ha fondamento nella realtà, per non parlare poi della procedura utilizzata dal dirigente in questo come in altri frangenti. Per questo intendo querelare il dirigente Stefano Semeraro. Avrò premura di portare in Procura anche altri documenti che attestano l’incompatibilità fra gli incarichi da lui ricoperti”.

Il consigliere dell’Italia dei Valori si riferisce a due determine dirigenziali dalle quali si e vince il ruolo del dirigente della Provincia.

“Lo scorso 7 settembre, con la determina del dirigente del primo settore (Gabinetto e segreteria presidenza, stampa pubbliche relazione, Urp, segreteria generale, Affari Generali, Polizia Provinciale, ndr) che guarda caso è l’avvocato Stefano Semeraro, è stata nominata la commissione giudicatrice per l’appalto per il “servizio di riscossione coattiva delle entrate tributarie, patrimoniali e di quelle derivanti da violazioni amministrative della Provincia di Taranto”.

Nella determina si legge “al fine dell’individuazione dei componenti della commissione, sono stati interpellati i dirigenti ed i funzionari di questo Ente ed hanno manifestato la propria disponibilità: avv. Stefano Semeraro; maggiore Francesco Campagnolo; rag. Michele Pellegrini. In pratica il dirigente si è autonominato componente della commissione giudicatrice”.

Ma non finisce qui perché “l’aggiudicazione definitiva dell’appalto – rimarca Giovanni Brigante – è avvenuta con la determina 213 del 18 settembre, stilata, indovinate un po’, sempre dall’avvocato Stefano Semeraro, questa volta nella veste di dirigente Appalti e Contratti. In pratica il dirigente in questione è stato contemporaneamente colui che ha nominato la commissione giudicatrice, componente della stessa commissione e colui che ha assegnato quell’appalto. In pratica, controllore e controllato. Per quella gara è pervenuta una sola offerta, quindi l’appalto è stato affidato provvisoriamente alla Soget di Pescara”.

 

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