Cronaca

Primarie, le regole del Pd scontentano tutti. Pelillo chiede la deroga


TARANTO – Neanche il tempo di varare il regolamento che c’è già chi è pronto a chiedere una deroga. “Ai fini della più ampia partecipazione e del rinnovamento della politica, il Partito democratico promuove primarie aperte per la selezione delle candidature al Parlamento nazionale per le elezioni politiche del 2013”. Si apre così il documento varato dalla direzione nazionale del Pd. Per ciò che attiene alle date ed alle modalità di voto, nel regolamento è scritto che “le primarie per la selezione del 90% delle candidature si svolgono nei giorni 29 e 30 dicembre. Non vengono computate le posizioni di capilista che saranno definite d’intesa tra la direzione nazionale e le unioni regionali.

Le direzioni delle unioni regionali si riuniscono entro il 21 dicembre e stabiliscono se nella regione le primarie si svolgono il 29 oppure il 30 dicembre. Si vota dalle 8 alle 21 del giorno stabilito e si potrà esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere”. Alle primarie potranno partecipare “gli elettori compresi nell’Albo delle primarie dell’Italia Bene Comune e gli iscritti al Pd nel 2011 che abbiano rinnovato fino al momento del voto”. Ma la parte interessante è quella relativa agli “incandidabili”. In questo caso, soprattutto per ciò che attiene i tarantini, le sorprese non mancano. “Non sono candidabili alle primarie: i parlamentari europei, i sindaci dei Comuni superiori a 5mila abitanti, i presidenti dei Municipi/Circoscrizioni delle città metropolitane eletti direttamente, i presidenti di Provincia e di Regione, gli assessori e i consiglieri regionali in carica”. Una norma che spazzerebbe in un sol colpo la candidatura dell’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo. Ma il regolamento apre uno spiraglio. Sì, perché nel regolamento si dà una speranza anche a chi rientra tra gli “incandidabili”: “non sono candidabili, salvo deroghe motivate, richieste al Comitato nazionale elettorale entro il 19 dicembre, che si pronuncia sull’accoglimento o meno, d’intesa con i segretari regionali, entro le 24 ore successive”. In pratica le barriere che si frappongono tra un esponente del Pd, che ha già un incarico nelle Istituzioni, e l’incandidabilità, potrebbero essere superate con una semplice deroga. “Non chiederò alcuna deroga perchè non sono d’accordo con queste pseudo regole fatte dai soliti noti della politica”. Critica anche Anna Rita Lemma: “Se le deroghe sono troppe vengono meno le regole. Per quanto mi riguarda, vediamo, se sino alla fine ci saranno le condizioni… perché no? Sto ricevendo tante chiamate”. Dovrebbe esserci anche il deputato uscente Ludovico Vico, agevolato dal rapporto, di lunga data, con il segretario e candidato premier Pierluigi Bersani. Un problema che non si pone per il presidente della Provincia Gianni Florido. “Non posso candidarmi perchè non mi sono dimesso nei 150 giorni precedenti”. Al momento l’unica certezza è costituita dall’ex sindaco di Palagiano Rocco Ressa. “Ovviamente mi candido. Spero che gli iscritti badino più alle persone che alle correnti”. Infine, potrebbe esserci anche la candidatura a sorpresa del vicepresidente di Taranto Logistica Jacopo Signorile, di tradizione socialista, ma vicino al Partito democratico.

Fabio Mancini

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