17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

“Altro che garante, Stefàno si dimetta”


TARANTO – “L’attuale periodo politico nazionale sarà negativamente ricordato per il comportamento del governo Monti, abile ambasciatore in Italia della strategia economica tedesca, osannato dai segretari dei partiti, ma condannato dal popolo, quotidianamente vessato nei propri guadagni e ritenuto responsabile della cessazione di migliaia di aziende a causa della sempre minore circolazione di denaro da parte dei cittadini ormai sempre più impoveriti”. E’ quanto dicono, in una nota, i consiglieri comunali Filippo Condemi, Giampaolo Vietri ed Aldo Renna, in riferimento alle questioni relative all’Ilva “In questo scenario di leggi antidemocratiche ed esazioni, inidonee a combattere la crisi, Taranto è stata teatro di decisioni dittatoriali per quel che concerne l’Ilva.

Si è assistito al braccio di ferro tra la città, nobilmente schieratasi a difesa della vita, e le istituzioni politiche, che, cinicamente, per subdoli motivi, hanno consciamente consentito, non impedendo, l’avvelenamento dell’intero ambiente fisico in cui viviamo, distruggendolo come una bomba che irreversibilmente disgrega ogni millimetro della nostra città. Potrebbe sembrare una similitudine esagerata, ma non lo è ed è per questo che la Magistratura sta procedendo per disastro ambientale, e, nel futuro, probabilmente emergerà una realtà ancora peggiore: è in questo contesto che il sindaco risulta iscritto nel registro degli indagati”. Quindi l’attacco frontale al primo cittadino. “Le intercettazioni telefoniche, oramai di pubblico dominio, provano ogni giorno di più quanto Stefàno sia proditoriamente coinvolto con l’Ilva al fine di minimizzare l’inquinamento e quindi non obbligare l’azienda ad adeguare gli impianti, così consentendole di risparmiare miliardi di euro al costo dell’aumento di patologie mortali e dell’invivibilità di ogni quartiere della città. Un esempio, tra tanti, di tale connivenza la si evince dalla preparazione dell’ordinanza con la quale il sindaco si prefiggeva la chiusura del reparto cockeria, elaborata consigliandosi con l’Ilva: “alle ore 8:43 del 26/05/2010 (l’ordinanza fu emessa il 07/06/2010) Stefàno ha contattato Archinà e alle 9:42 si sono incontrati presso il distributore Agip all’imboccatura della statale 106”. Da quanto rilevato successivamente è emerso con chiarezza che l’oggetto trattato era costituito proprio dall’ordinanza di cui sopra. È spontaneo chiedersi perché l’appuntamento è avvenuto presso un distributore di carburanti e non nel suo ufficio del Comune? Cosa vi era da nascondere? Guarda caso l’ordinanza emessa è stata poi annullata dal Tar ed è stata ritenuta dagli Organi Inquirenti, “frutto della costante attività di mediazione e di vicinanza che l’Ilva ha stabilito con il sindaco Stefàno”. Alla luce dei fatti di cui sopra, possiamo ritenere serio ed opportuno che un soggetto come Stefàno, così nero protagonista delle intercettazioni, che costituiscono prove inconfutabili della sua colpevolezza politica ed istituzionale, al di sopra delle sue svenevoli bugie, possa, esprimere il nome di un garante della nostra salute? E il binomio Clini-Monti, conoscendo bene tali situazioni di compromissioni, perché richiede tale indicazione a Stefàno. Se la serietà deve pervadere la politica, o più correttamente, se la politica deve essere affidata a persone serie, anche il ministro suddetto dovrebbe esimersi, tanto quanto il sindaco, dall’individuare detto garante”. Non manca un riferimento ad Arnaldo Sala, consigliere regionale del Pdl. “In questa storica lotta combattuta con la forza dell’istinto di sopravvivenza, dove il contributo di ogni pulita energia politica diventa importante – si legge nella nota di Condemi, Vietri e Renna – l’unico Consigliere Regionale di Taranto non ne ha mai preso parte né posizione, né ha mai preteso le dimissioni del sindaco, per avere, nei suoi sei anni di amministrazione, con calcolata inerzia amministrativa, non impedito né limitato il disastro ambientale in atto”. Quindi la richiesta di dimissioni indirizzata a Stefàno. “Per quel che riguarda il sindaco, dignità imporrebbe che rassegnasse immediatamente le dimissioni, ad occhi bassi”.

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