19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Cronaca

​Bitetti: «Arcelor Mittal deve correggere il tiro»​

Le parole del consigliere comunale e provinciale in riferimento al nuovo corso del siderurgico tarantino


«Il nuovo corso dello stabilimento siderurgico di Taranto, ora nelle
mani di Arcelor Mittal, lasciava prefigurare novità importanti anche e soprattutto
in tema di relazioni industriali. Premesso
che tutti gli interventi programmati in
materia di abbattimento delle emissioni
inquinanti dovranno essere realizzati
nei tempi previsti, è sul rapporto tra la
fabbrica, in particolare tra i suoi vertici,
e la città, che da più parti si attendeva un
significativo cambio di rotta rispetto al
passato. Alcune dichiarazioni ufficiali
da parte del nuovo management legittimavano un certo ottimismo. A quanto ci
è dato sapere, di questa auspicata inversione di tendenza non vi è però traccia».

Lo afferma Piero Bitetti, consigliere
comunale e provinciale, in riferimento
al nuovo corso del siderurgico tarantino.
«La responsabilità sociale delle imprese
è concetto assai conosciuto in altre realtà
ma poco praticato nel nostro territorio.
Arcelor Mittal – ricorda Bitetti – aveva
manifestato l’intenzione di dialogare con
la città e i suoi rappresentanti istituzionali.
Ma il dialogo, per essere credibile, deve
comportare anche l’assunzione di precise responsabilità rispetto a determinate
questioni. Noi crediamo, per esempio,
che un grande gruppo industriale abbia il
dovere di aiutare la comunità nella quale
opera attraverso azioni mirate e investimenti tesi a creare nuove opportunità di
sviluppo e di crescita culturale.

Per fare
qualche esempio: incentivare la nascita di
nuove realtà imprenditoriali, soprattutto se
avviate dai giovani; sostenere la pratica
sportiva coinvolgendo il maggior numero
di discipline e di società operanti in questo
settore; destinare delle borse di studio in
favore degli studenti tarantini che si sono
distinti per i risultati raggiunti nel percorso
scolastico e universitario. E ancora: prendersi cura degli spazi pubblici, per esempio
progettando e realizzando interventi di recupero e valorizzazione di piazze, parchi e
giardini. Il tempo per correggere il tiro non
manca – evidenzia il consigliere – D’altro
canto, il Comune di Taranto, al pari degli
altri interlocutori istituzionali del territorio,
è chiamato a sollecitare l’esercizio di una
interlocuzione virtuosa con i gruppi industriali che operano in riva allo Jonio.
E’ interesse di tutti, a partire dai cittadini,
che non si ripetano gli errori del passato.
Taranto non può essere solo il luogo in cui
produrre acciaio e profitti. Quando si parla
di creare ricchezza, infatti, ci si riferisce ad
un concetto che va ben oltre l’erogazione
di stipendi, aspetto comunque rilevante.
Creare ricchezza significa non mortificare
la dignità dei tarantini ma operare affinché
vengano superate le criticità ambientali;
significa attivarsi affinché nuove opportunità di sviluppo sostenibile possano vedere
presto la luce. Creare ricchezza significa,
in una battuta, sentirsi corresponsabili del
destino di una comunità»

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