24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Cronaca

Ora scoppia la guerra tra i vendoliani ionici: “No primarie porcellum”


TARANTO – “No alle primarie porcellum di Sel”. Una dichiarazione che non desterebbe scalpore, se non fosse che, a dirlo, siano i responsabili tarantini de La Puglia per Vendola. La guerra tra i vendoliani è scoppiata stamattina, a mezzogiorno, quando una nota, firmata dal segretario cittadino Cisberto Zaccheo e dai consiglieri comunali Cosimo Gigante e Giovanni Guttagliere, ha aperto la contesa sulle primarie. “Non crediamo sia opportuno un processo di fusione per incorporazione che non può che deludere gli elettori se calato dall’alto e senza una discussione con la base. Diversamente non si capirebbe il significato politico di un movimento che avrebbe solo avuto un ruolo di acchiappaconsensi di aree differenti dalla sinistra massimalista”.

Dalla Puglia per Vendola, dunque, non usano mezzi termini per bollare l’operazione “primarie”, lanciata dal leader di Sel, come inopportuna. “Quanto alle regole riteniamo, ancora una volta, che si predichi bene e si razzoli male. Si offende l’intelligenza di chi, come noi, crede realmente nel rinnovamento e non vuole figli e figliastri e che si abusi del termine primarie esclusivamente come volano di marketing”. La Puglia per Vendola si smarca, lasciando libertà di voto. “Le nostre considerazioni non sono assolutamente il frutto di aspirazioni personali di nessuno del gruppo dirigente tarantino, riteniamo di non partecipare alle consultazioni primarie per la scelta dei parlamentari e nel contempo lasciamo liberi i nostri elettori. Il nostro grande successo a Taranto non può essere nè mortificato, nè tantomeno ignorato”. Intanto, in casa Pd, nessuna deroga, per partecipare alle primarie per il Parlamento, ai sindaci di Crispiano (Laddomada) e Laterza (Lopane). Spunta invece la candidatura, a Taranto, del capogruppo uscente del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Una scelta che, secondo indiscrezioni, avrebbe creato malcontento tra le donne del Pd pronte a scendere in campo.

Fabio Mancini

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