Cronaca

A marzo arriva il ministro Salvini

L’esponente di governo sarà in città nel pieno della campagna elettorale per le europee


Negli ambienti leghisti tarantini lo danno ormai per certo: a marzo dovrebbe essere a Taranto il ministro degli interni, nonché leader della Lega, Matteo Salvini.
L’indiscrezione trapelava da tempo, ma ha preso vigore in occasione del presidio a sostegno del ministro che si terrà sabato 2 febbraio in Piazza Immacolata: nel corso della mattinata ci sarà una raccolta di adesioni a sostegno della politica del leader leghista e vice presidente del consiglio.
Per la Lega sarebbe pronta anche una sede in pieno centro, in via Di Palma. Ma sono tutti particolari che hanno ancora bisogno di conferme ufficiali. Di sicuro è che anche a Taranto ci sono migrazioni di attivisti politici da altre forze verso la Lega. I sondaggi in questa migrazione giocano la loro parte. È evidente che oggi la Lega rappresenta un approdo appetitoso per chi abbia ambizioni elettorali e quindi più di qualcuno ha pensato o sta pensando di preparare armi e bagagli e trasmigrare.
Del resto i numeri raccolti dalla Lega alle ultime elezioni politiche nel capoluogo ionico sono significativi: quasi seimila voti alla Camera per una percentuale che supera il 6%. Nel collegio senatoriale i voti sono stati invece quasi 16mila voti per una percentuale del 6.31%.
Sarà interessante ascoltare dalla voce del ministro la sua opinione su questioni cruciali che riguardano Taranto, a partire dalla vicenda Ilva dove si erano registrate profonde divergenze con gli alleati di governo del M5S. Divergenze poi superate con la definizione del passaggio del siderurgico ad Arcelor Mittal. Altra grande questione che riguarda da vicino Taranto è quella dei migranti e va ricordato in proposito che il capoluogo ionico è sede dell’hotspot. Anche su questo tema, comunque, non mancano le differenze di pensiero, se non addirittura le frizioni, tra Lega e Cinquestelle. E proprio su questo tema pende su Salvini la richiesta di autorizzazione a procedere per il caso Diciotti.

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