26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 12:41:42

Cronaca

​L’accordo che guarda al Decreto Genova​

Un anno di “cassa” straordinaria


Un anno di respiro garantito
a venticinque lavoratori e alle loro famiglie,
grazie all’accordo di cassa integrazione straordinaria firmato nella scorsa settimana, per
un’azienda di confezioni della provincia di
Taranto.
«Un risultato importante, il primo in Puglia,
grazie all’utilizzo degli strumenti previsti
nel Decreto 109/2018,
il cosiddetto “Decreto
Genova”, che sebbene
non realizza l’obiettivo
della massima occupazione, sicuramente
impegna l’azienda per
dodici mesi nella ricerca
di un diverso futuro per
i lavoratori, che altrimenti avrebbero davvero rischiato di perdere
il lavoro.

Come Filctem
Cgil siamo soddisfatti della firma – spiega
Giordano Fumarola,
segretario generale della Filctem Cgil Taranto
– sia perché siamo riusciti ad utilizzare uno
strumento normativo
reintrodotto da pochissimo, che era stato
tolto con il Jobs Act, sia perché teniamo
insieme diversi soggetti, anche istituzionali,
ancorati alla vertenza, per ben dodici mesi.
Ma soprattutto possiamo garantire un po’
di ossigeno a quei lavoratori che altrimenti sarebbero finiti in mezzo ad una strada. L’accordo che abbiamo sottoscritto è tra i primi
in Italia, sicuramente il primo in Puglia,
impegnerà azienda e istituzioni in materia
di politiche attive per il lavoro. Il futuro dei
lavoratori dell’azienda
non è lasciato al caso».

«Il settore della manifattura locale ha subito
negli ultimi dieci anni
diversi colpi che ne
hanno minato le fondamenta, costringendo
le aziende ad adattarsi ai cambiamenti per
sopravvivere, puntando in particolare sulla
qualità del lavoro e
sulla valorizzazione
dell’esperienza della
manodopera. In poche parole, investendo
sul brand. La Filctem
Cgil – spiegano dal
sindacato – da tempo è
impegnata a promuovere la battaglia affinchè
le aziende di manifattura nella provincia
di Taranto cerchino la
strada per affrancarsi
dalla concorrenza al minor costo che di
fatto strozza i contoterzisti costringendoli
ad una competizione mortale. L’accordo per
l’azienda se non risolve un problema offre,
però, la possibilità di non far ricadere sui
lavoratori il prezzo della crisi»

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