06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

​Collinette sequestrate, si pensa ad una class action​

Melucci: sconcertante. Pd in campo


«Nove ettari di “collinette ecologiche”, che, in teoria, avevano il compito di proteggere il quartiere Tamburi, ma, in realtà si sono
rivelate discariche abusive di diverse
tonnellate di rifiuti industriali. Qualcuno ce le ha portate; qualcuno ha
dato degli ordini per fare ciò. Quindi
ci aspettiamo che le indagini, portino,
nelle patrie galere, i responsabili di
questo scempio perpetrato ai danni
della salute dei cittadini dei Tamburi.
Un popolo, quello dei Tamburi, che
io considero dei ‘topi in gabbia’ e che
sconta sulla propria pelle, in questo
periodo, innanzitutto, la noncuranza
della gestione dello stabilimento industriale dagli anni 60 in poi».

Così
Milena Cinto, segretario del circolo
Pd Tamburi. «E, visto che in questi
terreni sono stati riversati sostanze altamente tossiche e cancerogene, come diossine, idrocarburi pesanti, metalli
vari, ecc… e, poiché, queste sostanze
sono state inalate per decenni, dal popolo del quartiere Tamburi, propongo,
agli iscritti del circolo Pd Tamburi,
ma anche agli stessi cittadini, di unirsi
a me per costituire una Class Action e
valutare, in un risarcimento economico, i danni subiti a scapito della nostra
salute. Un risarcimento, da dividersi
tra le famiglie del quartiere, che, giornalmente, combattono contro tumori,
malattie rare e allergie di ogni genere.
Credo che sia, inoltre, inevitabile, da
parte dell’Asl di Taranto, un’azione
di prevenzione (ovviamente gratuita)
destinata ai cittadini del quartiere, per
scongiurare qualsiasi insorgenza di
patologie in itinere».
A prendere posizione per primo è
stato il sindaco di Taranto, Rinaldo
Melucci.

«È sconcertante – si legge in
una nota di Palazzo di Città – quanto
in passato si sia abusato, con estrema
leggerezza, del nostro territorio e di
come si sia attentato alla salute dei
cittadini. Il Comune di Taranto darà il
massimo supporto agli inquirenti ed
ai soggetti preposti al fine di restituire presto serenità ai cittadini di quel
quartiere. Ove si avviasse un procedimento, anche con la costituzione di
parte civile. Ogni volta che Taranto
prova a compiere un passo in avanti,
qualcosa ci riporta indietro, ma non
si può mollare, non si devono ripetere
gli errori e le omissioni del passato,
non si può arrestare il processo di
ambientalizzazione. E in questo siamo sicuri che continueremo ad avere
la vicinanza del Governo. Nelle prossime ore l’Amministrazione si confronterà con Arpa Puglia e compirà
ogni necessario approfondimento sul
caso». «Siamo preoccupati, ma dobbiamo rimboccarci le maniche per i
nostri concittadini» dice Melucci.

Da segnalare anche l’intervento
dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Mino
Borraccino: «Dopo il sequestro, da
parte della Procura di Taranto, delle
collinette ecologiche che Ilva aveva
realizzato perché avrebbero dovuto
mitigare l’impatto ambientale verso
la città, serve un intervento chiaro da
parte del Governo. Le analisi dell’Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente dimostrerebbero che
questi enormi cumuli sono paragonabili a delle discariche abusive. Auspico un rapido ed efficace intervento
del Governo e rivolgiamo ad Arcelor
Mittal l’invito ad essere quanto più responsabile possibile ed attenta a questi temi».

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