21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

«Carenza del personale, penuria di strumenti informatici e scarsa funzionalità della sede​»

​L’on. Rosalba De Giorgi in visita al Centro per l’Impiego​


«Una sede inadeguata dal punto di vista
strutturale, una pianta organica che non basta a gestire
il flusso di utenza giornaliera, procedure burocratiche
che rallentano a dismisura l’attività, mancanza di un
qualsivoglia sistema di videosorveglianza». E’ quanto
ha potuto riscontrare l’on. Rosalba De Giorgi (M5S) in
occasione della sua recente visita al Centro per l’impiego
di Taranto (in via Carrieri) effettuata alla vigilia dell’avvio del Reddito di Cittadinanza.

«Sapevo che la situazione di quegli uffici non fosse delle
migliori e la conferma delle criticità che interessano
quello che dovrebbe essere un punto di riferimento per
chi cerca un’occupazione me l’ha fornita il dirigente
della struttura, il dott. Michele Coviello, con il quale
ho avuto modo di poter scambiare più di un’opinione in
merito. Il dott. Coviello è uno dei pochi dipendenti diretti
della Regione Puglia (complessivamente in via Carrieri
sono 6, ma ne sarebbero necessari almeno altri venti)
che insieme ad una quindicina di formatori – evidenzia
De Giorgi – devono trattare quotidianamente centinaia
e centinaia di pratiche in locali che non sono più in
grado di nascondere i segni del tempo (da 18 anni non è
mai stata fatta nemmeno una tinteggiatura, né investito
un solo euro…). Sì, la carenza del personale, la penuria
di strumenti informatici
efficienti e la scarsa funzionalità della sede sono
fra i problemi più evidenti
con cui devono confrontarsi anche gli utenti,
per nulla convinti circa
l’utilità di questi Centri
e comunque costretti sin
dalle prime ore del mattino a sottoporsi a file
estenuanti per chiedere
un certificato che, nella
maggioranza dei casi, può
essere ottenuto per via telematica. Una situazione,
quella tarantina, che nella
provincia non rappresenta
un’eccezione.

Anzi. Altri
uffici versano in condizioni più o meno simili (a Manduria, ad esempio, devono condividere la struttura con i
Giudici di Pace) e vanno avanti fino a che sarà possibile.
Chiedersi se ci sono responsabilità per questo stato di
cose è a dir poco superfluo. Sappiamo tutti chi ringraziare
per il cattivo funzionamento dei Centri per l’impiego.
Sappiamo tutti che se si è arrivati a questo punto lo si
deve ai protagonisti di politiche inadeguate che negli anni
passati hanno colpevolmente trascurato e svilito il ruolo
di un ufficio chiamato a gestire le esigenze di chi cerca
un’occupazione, ad insegnare come redigere un curriculum o come affrontare un colloquio di lavoro. Da pochi
giorni – sottolinea il deputato pentastellato – il Reddito
di Cittadinanza è diventato realtà.

E, come ho ribadito
nel corso della mia visita nell’ufficio di via Carrieri,
questa misura ha alla base anche la riforma dei Centri
per l’impiego che dovranno poter contare su un numero
maggiore di personale con la creazione di nuove figure
professionali e con il rilancio di quelle esistenti. Ma non
solo. I Centri saranno dotati di strumenti all’avanguardia
che contribuiranno a rendere al cittadino un servizio
finalmente degno di questo nome facendo diventare la
burocrazia uno spiacevole ricordo. E tutto questo ricordando che la richiesta del Reddito di Cittadinanza non
dovrà essere formulata presso queste strutture. Chi sarà in
possesso dei requisiti potrà presentare la domanda online
su un’apposita piattaforma, rivolgendosi ai Caf o negli
uffici postali. E’ chiaro: non sarà possibile fare tutto e
subito, ma l’obiettivo è quello di migliorare la vita degli
italiani. L’impegno del Governo è sempre stato questo e
vuole continuare a rispettarlo».

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