22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 08:52:00

Cronaca

​Collinette ecologiche, raffica di polemiche​

​L’on. Labriola attacca Di Maio, Mazzarano chiede la revoca dell’immunità penale​


«Sulla notizia del sequestro di 9 ettari
di terreno dove sono state rinvenute scorie tossiche
dell’Ilva il governo e il ministro Costa in particolare
non hanno sentito l’obbligo morale di dire una parola.
D’altronde chi si è presentato in campagna elettorale
come paladino dell’ambiente e della salute, disattendendo un attimo dopo le promesse fatte, non può far
altro che scappare di fronte all’ennesimo disastro
perpetrato ai danni di una intera comunità vittima di
una politica codarda e vigliacca. Dal governo, dopo i
colpi di scena del super ministro Di Maio che ha fatto
il passacarte di Calenda, non ci si poteva aspettare
nulla di più che una fuga a gambe levate».

Così la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola commenta
il sequestro delle colline ecologiche. «Il ministro Di
Maio – aggiunge – ha promesso la luna nel pozzo e ci ha
dato una Commissione per la riconversione economica
della città: in realtà ci ha solo presi in giro. Ogni giorno
a Taranto si muore e ci si ammala per i danni che l’Ilva
ha fatto e continua a fare. L’ennesimo incidente nello
stabilimento ai danni di un operaio ustionato dall’acqua
bollente rende ancora più amaro digerire le scelte di
una politica che continua a sacrificare un’intera comunità. La prossima settimana finalmente il vicepremier
dovrebbe venire a riferire in commissione Ambiente,
dopo ben dopo 9 mesi di insistenti richieste. Speriamo
sia la volta buona che questo governo di buoni a nulla,
ma a parole capaci di tutto, ci metta la faccia».

«Arcelor Mittal ha il dovere di rimuovere con urgenza
il potenziale inquinante prodotto dalle colline ecologiche realizzate a ridosso del rione Tamburi», dichiara il
consigliere regionale del Pd, Michele Mazzarano, alla
luce del sequestro operato dai militari del Noe. «Non
è tollerabile – dice Mazzarano – scoprire che un’opera
spacciata dall’Ilva come barrieramento per tutelare i
cittadini dalle polveri sottili fosse in realtà un vero e
proprio attentato alla salute pubblica. Auspico che il
governo italiano rimedi agli errori fatti finora, cancellando innanzitutto la norma che consente di godere
dell’immunità penale a chi si rende protagonista di
questi crimini».

«Sull’ormai ex Ilva non smetterò mai di ringraziare
il lavoro della magistratura e soprattutto dei militari
Noe che, anche questa volta, hanno messo a segno un
punto importante nella difesa della salute dei tarantini. E ora si accerti ogni tipo di responsabilità»: così
il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano,
Giuseppe Turco, interviene sul sequestro delle scorse
ore delle ex collinette Ilva. «Mi auguro che la nuova
proprietà – dice il consigliere tarantino – intervenga
subito dimostrando concretamente l’inversione di rotta
rispetto al passato. Oggi più che mai occorre quindi
un lavoro di squadra tra amministratori locali, nuova
proprietà, e magistratura per scrivere a Taranto una
nuova pagina ambientale».

«Il sequestro delle colline – dichiara il Presidente del
Gruppo LeU/I Progressisti in Regione Puglia Ernesto
Abaterusso – è un atto dovuto che accende di nuovo i
riflettori sullo scempio ambientale e sanitario perpetrato nel corso degli anni ai danni di un intero territorio e
che riporta all’attenzione, in modo quanto mai urgente,
la necessità di effettuare i lavori di bonifica. Troviamo
gravi e ingiustificabili i ritardi e i rimpalli portati avanti
da chi negli anni avrebbe dovuto e dovrebbe oggi tutelare cittadini e territorio e invece riceve l’ennesima
sonora bocciatura. Al Governo e ad Arcelor Mittal
chiediamo un cambio di passo».
«Chiediamo che siano accertate le responsabilità
e puniti i colpevoli», dichiara Lunetta Franco,
presidente di Legambiente Taranto.

«Ci chiediamo
– afferma – quanto sia estesa la contaminazione dei
terreni: l’area sequestrata si estende per nove ettari, ma
l’insieme delle collinette complessivamente ne copre
50. Vogliamo lanciare un grido d’allarme: quando
parte davvero la bonifica? Chiediamo ai Commissari
straordinari e al Governo di rendere noto al più presto
un piano di interventi specificando priorità, tempi e
modalità di attuazione. Siamo stanchi di un’attesa che
sembra non finire mai»
«Il sequestro delle collinette ex Ilva, se da un lato ribadisce come la magistratura tarantina continui a non
abbassare la guardia, dall’altra ripropone l’indifferibilità delle bonifiche». Non ha dubbi Rosario Orlando,
coordinatore provinciale di Italia in Comune, il quale
plaude all’azione dei magistrati e dei carabinieri del
Noe e rilancia l’esigenza «di mettere mano a un programma ecosostenibile il cui compito dovrà essere
quello di garantire condizioni ambientali e sanitarie
degne di tal nome ai tarantini».

«Lo dobbiamo a noi stessi – aggiunge Orlando -, lo
dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo a Giorgio ultima
giovane vittima dall’inquinamento in ordine di tempo.
Potenziare le azioni di controllo e fornire di strutture,
mezzi e personale gli organi di controllo sono per il
coordinatore provinciale di Italia in Comune tessere
di un unico mosaico che è l’ambientalizzazione dello
stabilimento siderurgico. “E il via ai concorsi per l’assunzione di personale ad Arpa Puglia, rese possibili
anche all’azione pressante e costante del consigliere
regionale Gianni Liviano che sulla questione ha fatto
approvare dal Consiglio regionale una mozione ad
hoc, – sottolinea Orlando – sono un importante viatico
come importante, a mio avviso, è la revoca dell’impunità penale».

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