​Amianto, a Taranto la metà dei morti dell’intera Puglia​ | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca

​Amianto, a Taranto la metà dei morti dell’intera Puglia​

I dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Amianto


L’Osservatorio Nazionale Amianto,
in due convegni che si sono tenuti nei giorni scorsi
a Taranto (nella foto i relatori) e Bari, le due città
pugliesi che soffrono il più alto numero di casi di
patologie asbesto correlate, ha affrontato e diffuso i
dati epidemiologici relativi all’inquinamento e all’emergenza ambientale delle zone “più calde” della
Puglia che, «alla problematica dell’amianto, aggiunge altri veleni» denunciando il rischio di una futura
“pandemia”.

Secondo il VI Rapporto ReNaM, per la Regione Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati sono stati
1.191, nel periodo tra il 1993 e il 2015, pari al 4,4%
di quelli registrati nel Paese, nel 67,2% dei casi causati da esposizione all’amianto di tipo professionale.
«Tenendo conto che statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi e tenendo
conto dell’incidenza di tutte le altre malattie asbesto
correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto – ha
spiegato il presidente Ezio Bonanni – stima che in
Puglia siano circa 5.000 i morti causati o concausati
dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2015.
Dunque circa 220 l’anno, per le sole patologie asbesto correlate. Poi ci sono tutte le altre patologie causate dalla diossina e dagli altri inquinanti».
«L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta
dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e
complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e diverse patologie neoplastiche – ha precisato
l’esperto – L’Ona ha ritenuto di rafforzare la sua
presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento
ambientale – ha sottolineato Bonanni – i morti per
mesotelioma nella città di Taranto tra il 2006 e il
2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale.

Centoventuno morti
solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne.
Tenendo conto che l’Italia ha una popolazione di
circa 60 milioni di abitanti e che ogni anno vengono censiti 1.900 mesoteliomi, secondo i calcoli
si dovrebbe rilevare un caso di mesotelioma ogni
31.000 abitanti. A Taranto, che ha una popolazione
di 200mila abitanti, dovrebbero quindi verificarsi 6 casi di mesotelioma l’anno. Mentre i numeri
drammatici censiti dall’Ona riportano fino a 25
casi di mesotelioma, un’incidenza superiore di
quattro volte ai dati di attesa».

Ecco i dati epidemiologici di Taranto diffusi
dall’Ona: «472 casi di mesotelioma nel periodo dal
1993 al 2015 (complessivamente in Puglia negli ultimi vent’anni sono stati censiti 1.191 mesotelioma
e di questi il 40% sono a Taranto); 400% in più di
casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie Ilva; 50% di cancri in più anche tra gli impiegati dello stabilimento, che sono stati esposti solo
in modo indiretto; 500% di cancri in più rispetto
alla media della popolazione generale, della città
di Taranto, non impiegata nello stabilimento; tasso
di incidenza del cancro, dell’intera città di Taranto,
superiore alla media di tutte le altre città italiane.
Se si tiene conto del cancro polmonare da amianto (che provoca circa il doppio dei decessi rispetto
al mesotelioma), si stimano circa 1.000 decessi in
più. A questi decessi si aggiungono quelli per altre
patologie asbesto correlate (asbestosi, tumore allo
stomaco, al colon, alla gola, alle ovaie, complicazioni cardiocircolatorie, etc.), con una incidenza
complessiva di circa 1.700 decessi nella città di
Taranto per patologie asbesto correlate».

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