Cronaca

​Il blitz nel bar abusivo nascosto nel ventre dello Iacovone​

Operazione della Digos prima della partita di calcio


Un bar abusivo nello stadio Erasmo Iacovone. Nella
giornata di domenica, i poliziotti della
Digos, in occasione dell’incontro
di calcio Taranto F.C. – Savoia, ha
effettuato servizi di controllo per
la prevenzione degli atti di violenza in occasione di manifestazioni
sportive.
«Nel corso della mattinata, prima
dell’inizio della partita, è stata effettuata un’accurata ispezione della struttura dello stadio Erasmo
Iacovone» si legge in una nota
diffusa dalla Questura di Taranto.

«Così, nei locali sottostanti i settori della Curva Nord e della Gradinata, la Digos ha rinvenuto e sequestrato vari artifizi pirotecnici,
fumogeni e torce, nonché un lungo
striscione dal contenuto offensivo
nei confronti della squadra avversaria. Inoltre, sempre negli stessi
locali, sono stati rinvenuti scatoloni contenti snack e bevande di
vario tipo, anche a contenuto alcolico, per un valore di circa 1.500
euro.
Anche tutta questa merce è stata
posta sotto sequestro. Questi prodotti sarebbero serviti per allestire un vero e proprio bar abusivo
all’interno del settore della Curva
Nord, in assenza della concessione autorizzativa del servizio ristoro all’interno dello Stadio». Così
si legge nella nota.

Nella mattina di sabato scorso,
invece il personale del Commissariato di Martina Franca ha ricevuto notizia della presenza in quel
comune di un cittadino rumeno di
28 anni destinatario di un mandato di cattura europeo emesso il 15
gennaio dalle autorità rumene per
furto aggravato.
Le immediate indagini hanno permesso di individuare nel centro
cittadino la residenza del giovane
attualmente convivente con la sua
famiglia. Qualche ora dopo, insieme ad un equipaggio delle Volanti, l’uomo è stato rintracciato e
fermato.
Sul 28enne rumeno risulta pendente nel suo paese di origine una
condanna a 3 anni e 9 mesi per
furto aggravato e riciclaggio autovetture, motivo per il quale lo stesso si era sottratto all’imminente
cattura in Romania, rifugiandosi
in Italia.
Dopo le formalità di rito e, dopo
aver accertato la sua reale identità,
il 28enne è stato portato in carcere.

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