02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

«Rilancio del porto, no agli ostacoli»

Un terminalista riconosciuto a livello internazionale si affaccia a Taranto


Riceviamo e pubblichiamo un
intervento congiunto della
Federazione Nazionale delle
Imprese di Trasporti e della
Federazione Nazionale Spedizionieri Doganali di Taranto
sul tema portualità e procedura
Pre – Clearing.

«Quando si parla di sviluppo e
rilancio del Porto di Taranto,
con la memoria ripercorriamo le
parole d’ordine che anticiparono
l’avvento di Evergreen.
Come è finita quella storia lo
sappiamo tutti. Chiusura, cassa
integrazione e perdita consistente dei traffici.
Certo la notizia dei 500 dipendenti finiti in cassa integrazione
dall’oggi al domani ha avuto
il suo eco anche nelle stanze
romane dei vari ministri, ma le
circa 2000 unità lavorative facenti parte di agenzie doganali,
case di spedizione, consorzi di
autotrasportatori, hanno visto
un finale ben più tragico anche perché non sorretti dagli
ammortizzatori sociali. Molte
aziende, molti consorzi hanno
chiuso i battenti e chi è rimasto
ha dovuto, per necessità di sopravvivenza, spostare le proprie
attività in altri porti cercando
di strappare e portare a casa un
minimo di lavoro necessario anche per mantenere attivi i servizi
minimi doganali e portuali.

A distanza di quasi dieci anni,
quando finalmente un terminalista riconosciuto a livello
internazionale si affaccia sulle
nostre banchine e la prospettiva
di un concreto rilancio si fa più
concreta, gli ostacoli giudiziari
che si frappongono sono tali che
il rischio di vanificare il tutto è
davvero inquietante, lasciando
tutti gli attori che gravitano nel
porto in una situazione di assoluta incertezza.
E non ce lo possiamo permettere.
Non se lo possono permettere i
lavoratori della Taranto Port Workers Agency, nel limbo da troppi
anni e tutto l’indotto portuale.
Spedizionieri, Agenti, Imprese
e Trasportatori che attendono
risposte concrete dopo anni di
sofferenze e sacrifici.
Il punto centrale della discussione
è il lavoro. Il Molo Polisettoriale
deve tornare a brulicare di attività
affinché tutte le maestranze tornino ad occupare quelle banchine
per troppo tempo deserta.
Il motore di un porto sono gli
operatori del settore che, con
professionalità, tenacia e abnegazione, continuano ad operare
in un contesto attuale senza una
prospettiva a lungo termine.

L’Autorità di Sistema Portuale
del Mar Ionio deve continuare
a promuovere il nostro porto
ai protagonisti dello shipping
internazionale e consentire ad
ogni operatore che si affacci
sulle nostre banchine di potere
fare impresa.
Il rilancio del nostro porto è il
rilancio dell’economia di tutta
la città.
Questo non è il momento di
scegliere il pacchetto migliore,
è il momento di aprirsi al dialogo con tutte le parti interessate
per cercare una soluzione che
possa accontentare tutti. Con
l’ampliamento del 4° sporgente e
con le restanti porzioni libere di
banchina il porto offrirà ulteriori
spazi in cui investire con nuovi
progetti e traffici.
Ci auguriamo che il porto di Taranto possa tornare a splendere
di luce propria con il successivo
impegno da parte degli operatori
del settore di poter, insieme all’Autorità di Sistema Portuale
del Mar Ionio, di trovare una
soluzione a tutte le criticità
operative per far si che il nostro
porto possa essere competitivo
o quanto meno alla pari con
quanto offerto altrove.

Perché ci possa essere una proficua ripresa del lavoro nel Nostro
Porto, è necessario che si possa
iniziare ad operare offrendo dei
servizi logistici e doganali, alla
pari di quanto offerto altrove.
All’Autorità Portuale di Sistema del Mar Jonio, chiediamo che si
faccia promotrice presso le Autorità
operanti in questo Porto, affinché si
affermi da subito il Momento unico
doganale e l’esordio su Taranto della
procedura di Pre-Clearing, come
quella percorso in porti all’avanguardia come Rotterdam, etc. Pertanto,
chiediamo a Codesta Autorità che ottenga un impegno chiaro ed indifferibile dell’attuazione di quanto sopra,
nonché l’ottenimento di tanti benefici
operanti in altre realtà portuali.

Fedespedi, Anasped Taranto

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