30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 21:47:00

Cronaca

Primarie bluff, il Pd non sa dove votare


 

Ci sono le regole, ci sono i candidati ma non si sa dove votare. A tre giorni dal voto per le primarie, utili a scegliere i candidati del Partito democratico per le elezioni Politiche del 24 febbraio, non c’è certezza sulle sedi che ospiteranno i seggi tarantini.

 

Per quanto riguarda i candidati, invece, tutto è già stato deciso. Quattro donne e quattro uomini: Anna Finocchiaro, Claudia Battafarano, Maria Grazia Cascarano, Anna Gloria Saracino, Ludovico Vico, Michele Pelillo, Rocco Ressa e Vincenzo Angelini. Ad accendere gli animi degli iscritti, però, sembra essere stata proprio la candidatura, a sorpresa, del capogruppo uscente al Senato Anna Finocchiaro. Al di là degli interventi di facciata, in molti hanno storto il naso per la candidatura, in riva allo Ionio, della siciliana che da oltre 25 anni siede in Parlamento.

 

Qualcuno parla di primarie bluff anche a Reggio Calabria dove, tra i candidati, è spuntata Rosy Bindi, originaria di Sinalunga, in provincia di Siena. Nervi tesi tra le donne del Partito democratico, costrette ad accontentarsi di una semplice comparsata nelle primarie che si terranno domenica prossima.

 

Il luogo, presso il quale saranno allestiti i seggi, non è ancora stato stabilito. A quanto pare, infatti, dal Partito democratico sarebbe arrivata la richiesta, indirizzata al Comune, mirata a tenere le primarie nelle sedi che un tempo ospitavano le Circoscrizioni. Una ipotesi che, secondo qualcuno, potrebbe rivelarsi impraticabile, visto che i custodi di quelle strutture sarebbero chiamati a lavorare in un giorno festivo.

 

In quel caso, la consultazione pre elettorale, si terrebbe nei circoli del partito (scartata l’idea di allestire dei gazebo). In questo caso, e quindi senza “sedi uniche”, potrebbero registrarsi problemi di natura logistica.

 

Domenica, infatti, in concomitanza con le primarie del Pd, dovrebbero tenersi anche quelle di Sinistra Ecologia e Libertà. In pratica, gli elettori del centrosinistra, che volessero votare per entrambi i partiti, sarebbero costretti a recarsi prima presso un circolo del Pd e poi in una sezione “vendoliana”.

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