Cronaca

​«Serve una visione unitaria di sviluppo dell’offerta turistica»​

La posizione di Confcommercio Taranto


«Quello che viene
spesso descritto dai rappresentanti
istituzionali che, in autonomia affrontano le varie rassegne turistiche,
è un territorio nel quale le imprese
del settore sembrano svolgere un
ruolo accessorio, visto che ben difficilmente ci si presenta a questi appuntamenti dopo un opportuno percorso di confronto con le categorie».
Così Confcommercio Taranto in riferimento allo sviluppo dell’offerta
turistica del territorio.

«L’area territoriale ‘Magna Grecia,
Murgia e Gravine’ (nella quale siamo collocati) pur guadagnando in
termini di presenze qualche punto
(da 7,1% nel 2017 a 7,4 % nel 2018),
resta comunque penultima rispetto alle altre macro aree turistiche
regionali: Salento (34,1%); Gargano Daunia (28,8% ); Valle d’Itria
(nella quale rientra Martina Franca,14,1%); Bari e la Costa (12,6%).
Una situazione – evidenziano
dall’associazione del commercio –
che deve essere oggetto di attenta
riflessione da parte delle istituzioni
locali e che non può indurre a facili ottimismi, o peggio ancora ad
analisi affrettate elaborate sull’onda
di deboli sensazioni positive, captate al volo dall’assessore al turismo di turno in un contesto come
quello della Bit. Una rassegna che
ha il fascino della vetrina mediatica, come dimostra la corsa da parte
dei territori e delle amministrazioni
e aggregazioni comunali a presenziarvi con la propria micro offerta
che nella maggior parte dei casi è
soprattutto culturale, ma che non
presenta il prodotto turistico con la
sua proposta ricettiva, di ristorazione e del tempo libero».

«Abbiamo un grosso problema di
infrastrutture: vi sono comuni che
pur ricchi di attrattori culturali e di
risorse ambientali presentano pochi posti letto in strutture ricettive
attrezzate (alberghi, villaggi, residenze alberghiere etc.), una carenza
alla quale solo politiche regionali
dedicate di sostegno economico
agli investimenti turistici possono
dare risposte. Stesso discorso per
i collegamenti, assolutamente carenti sul territorio provinciale. In
tal senso l’ente Provincia potrebbe
esercitare un ruolo di coordinamento importante in un percorso di confronto con la Regione, con Ferrovie
Italiane e con Aeroporti di Puglia.
Nel 2017 – ricorda Confcommercio
– i comuni della provincia di Taranto, tutti assieme hanno sottoscritto
un protocollo d’intesa presso la Prefettura di Taranto che ha sancito la
nascita del Distretto provinciale del
Turismo.

Una strumento che potrebbe/dovrebbe dare voce a politiche
condivise del turismo. Il sistema
dei trasporti dei passeggeri rappresenta il fattore chiave per il successo di una destinazione turistica e
sappiamo bene come la difficoltà di
accesso alla nostra area incida negativamente sulla competitività del
sistema turistico provinciale. Abbiamo necessità di riprendere le fila
di un dialogo allargato che rafforzi
la concertazione istituzionale tra
Provincia, Comuni e tra questi e i
vari soggetti a vario titolo coinvolti.
Infine, un cenno all’offerta culturale
territoriale ricca di contesti paesaggistici diffusi, di aree marine protette, di siti e di musei unici, un’offerta
insomma che va messa a sistema e
va organizzata in percorsi strutturati supportati da servizi, informazioni, personale addetto. Solo una
governance efficiente e partecipata
– conclude l’associazione – può aiutarci a compiere quel salto di qualità che ci apra ad una vera economia
del turismo a cui il nostro territorio
provinciale, con la sua ricchezza di
proposte e culture, potrebbe facilmente ambire».

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