24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Libertà di stampa, Italia giù

L’accusa: da Di Maio e Salvini «retorica particolarmente ostile ai giornalisti»


In Italia i giornalisti
continuano a non avere vita facile.
Insultati, minacciati, aggrediti. Già
nel rapporto di Reporter sans frontiers il BelPaese appare tutt’altro che
rassicurante rispetto alla condizione
in cui i giornalisti sono costretti a lavorare. Ora la bocciatura arriva dalle
dodici organizzazioni che gestiscono
la piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo.

L’Italia – è scritto nel rapporto – «è
uno dei paesi col più alto numero di
segnalazioni nel 2018» per gli attacchi e le minacce ai giornalisti.
Tredici segnalazioni per l’Italia. Al
pari della Russia di Putin, per intenderci. Non proprio un paragone
entusiasmante per un Paese, come
il nostro, che vanta settant’anni di
democrazia e una Costituzione modello per i suoi principi fondamentali
a garanzia delle libertà.
Ma vi è di più. Secondo quanto è
scritto nel rapporto, la situazione
è peggiorata in concomitanza con
l’insediamento del nuovo governo
gialloverde. Come a dire: la vita dei
giornalisti si è fatta più difficile da
quando a guidare il Paese ci sono
Conte, Di Maio e Salvini.
Il dossier punta senza mezzi termini il dito proprio contro i due
vicepremier Di Maio e Salvini che
«esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e
giornalisti sui social».
Il grosso delle segnalazioni è arrivato proprio dopo l’insediamento del
nuovo governo.
Nel rapporto sono citate alcune
uscite particolarmente ostili di Salvini e Di Maio verso i giornalisti:
citati caso scorta Saviano e taglio
fondi pubblici.

Si afferma infatti
che «il vice premier Matteo Salvini
ha minacciato di togliere la scorta
al giornalista Roberto Saviano, nonostante siano note le minacce di
morte che ha ricevuto da parte delle
organizzazioni criminali».
Per quanto riguarda il suo collega
Di Maio, «ha insultato i giornalisti
(dopo il processo al sindaco di Roma,
Virginia Raggi) e ha dato inizio a una
politica per abolire i fondi pubblici
alla stampa».
A questa pervicace ostilità politica
e tentativi di intimidazione (ricordiamo la lista dei giornalisti buoni e
cattivi stilata dallo stesso Di Maio),
si aggiungono le intimidazioni che i
giornalisti subiscono dalla criminalità organizzata.
Insomma, un quadro molto diverso
da quello che vuole la vulgata grillina secondo cui l’Italia è agli ultimi
posti per libertà di stampa a causa
della inettitudine dei giornalisti.
Del resto, proprio Reporter sans frontier aveva denunciato la particolare
aggressività di Grillo e del suo partito tra le cause del posizionamento
così basso in classifica della libertà
di stampa in Italia.

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