14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Cronaca

Suicida in carcere Sappe: «Chi paga?»

Il sindacato sulla tragedia avvenuta domenica scorsa


“Suicidio Spagnulo, chi paga? E’ stata archiviata l’ennesima
tragedia avvenuta nel carcere di Taranto che racconta di un detenuto,
giudicabile per un reato molto grave, che nel pomeriggio del 17 febbraio si è
suicidato con una corda, nel bagno della sua cella”.

Così il Sappe, sindacato
autonomo di polizia penitenziaria. “A nulla è valso l’immediato intervento dei
due agenti che presidiano l’intero piano composto di quattro postazioni di
servizio che con coraggio e professionalità hanno fatto molto di più di quello
che il protocollo prevede in questi casi, poiché sono entrati nella stanza e
dopo aver tagliato la corda, hanno cercato di rianimare il detenuto in attesa
dei soccorsi medici- prosegue il Sappe- la morte di un detenuto non scuote più la
coscienza di nessuno, figuriamoci se possono interessare le decine di
interventi dei poliziotti che con coraggio e professionalità in un ambiente
estremamente ostile, riescono a scongiurare all’ultimo momento suicidi,
autolesionismi, proteste varie da parte dei detenuti.

Questo ennesimo caso ci
riporta alle parole di un detenuto del carcere di Taranto che in occasione
della visita dei parlamentari dei 5 Stelle on.li Palmisano ed Ermellino
effettuata nel mese di ottobre del 2018, lanciò un grido di aiuto poiché con i
pochi poliziotti in servizio non si sentivano al sicuro. Purtroppo da allora,
nonostante l’impegno e le assicurazioni dei parlamentari 5 Stelle di
rappresentare direttamente al loro Ministro della Giustizia la grave situazione
presente a Taranto nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata. Infatti
il grave sovraffollamento del penitenziario del capoluogo jonico ha raggiunto
livelli mai sfiorati, con una presenza di detenuti di oltre 615, più del 200%
che regalano al carcere di Taranto la maglia nera di penitenziario più
affollato d’Italia. A ciò si contrappone l’inesorabile diminuzione
dell’organico della poNel capoluogo jonico, invece, è stato fermato in centro
un 30enne rimeno che era destinatario di un ordine di carcerazione. La Squadra
Volante in via Minniti, ha notato un uomo sospetto fermo sul marciapiede.

Nel
corso degli accertamenti è emerso che il fermato, con numerosi reati a suo
carico, era destinatario di un provvedimento di cattura per l’esecuzione di un
ordine di carcerazione, dovendo espiare una pena di cinque mesi. L’uomo è stato
accompagnato presso la locale casa circondariale. lizia
penitenziaria(pensionamenti, riforme per motivi di salute, richieste di
trasferimenti in altra sede) con una percentuale agenti/detenuti tra le più
basse della nazione- prosegue il Sappe- anche il pomeriggio in cui i
parlamentari 5 Stelle visitarono il carcere di Taranto c’erano due soli agenti
per tre sezioni detentive(circa 200 detenuti) ognuna lunga più di 50
metri(percorsa decine di volte durante tutto il turno lavorativo) più la
rotonda (che dovrebbe garantire la sicurezza con i cancelli chiusi), con un
agente impegnato in più servizi contemporaneamente per far fronte alle continue
emergenze determinate anche dal sovraffollamento che rende gli animi dei
detenuti più esacerbati.

Parliamo di liti tra detenuti, autolesionismi,
richieste varie, spostamento di decine di detenuti dalle loro stanze nelle
salette per la socialità senza dimenticare le urgenze determinate da malori
improvvisi che richiedono l’intervento del 118”.

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