13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

Il M5S: «Mai detto Ilva chiusa»

I pentastellati ormai rinnegano se stessi


Ormai rinnegano se stessi, le loro campagne anti-Ilva, i
loro proclami. Dopo la pesante contestazione subita domenica 17 febbraio
all’hotel Plaza, il M5S prova ad abbozzare una difesa che però sembra rimedio
peggiore del male. Indirettamente viene sdoganato anche il Pd, non più unico
respnsabile delle malefatte, ma si allarga l’orizzonte delle colpe agli ultimi
sessant’anni.

Ecco, comunque, la nota firmata da Giovanni Vianello, Alessandra
Ermellino, Gianpaolo Cassese: “Il tradimento che ha subito Taranto ha origini
remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni. I
nostri obiettivi sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la
riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei
cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell’esimente penale,
per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi
ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti. Elenchiamo gli atti
concreti fin qui realizzati: nella legge di Bilancio sono stati stanziati i
fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il
MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare
nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti
industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per
l’anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva.

Con il dl Semplificazioni è stato inserito un emendamento che interviene a
tutela anche del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra
istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra
le misure a favore del territorio anche la firma da parte del Mef ai decreti
che regoleranno la pubblicizzazione dell’istituto musicale Giovanni Paisiello,
la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l’approvazione
della risoluzione che impegna il Governo per istituire l’Area Marina Protetta
delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo. Questi i provvedimenti varati in soli
otto mesi di governo. Un gruppetto di soliti noti legati anche ad altre forze
politiche che da tempo portano avanti una campagna contro il Movimento 5
Stelle, hanno inscenato una protesta per fini elettorali. La mancata chiusura
dell’Ilva di Taranto è diventata per questi contestatori il filo conduttore per
sostenere le proprie velleità politiche autoreferenziali, ‘utili’ solo a
contestare l’attuale assetto di Governo.

Nelle passate campagne elettorali non
abbiamo mai utilizzato la formula ‘Ilva chiusa’ per accaparrarci voti, davanti
alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo
lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico. Da qui, il
percorso di riconversione economica del territorio, per cui giorno e notte ci
stiamo spendendo con il supporto del governo e le iniziative non sono finite
qui. Il Movimento 5 Stelle a Taranto è vivo più che mai: in città ha cinque
rappresentanti in parlamento. Non ci siamo mai negati al confronto. Il nostro
obiettivo è quello di raccogliere anche l’esasperazione di chi oggi ci critica.
Noi puntiamo al risultato finale, si tratta di sicuro di un percorso arduo,
perché subiamo sessant’anni di scelte scellerate, fatte sulle spalle del nostro
territorio ma questo non significa che ci arrenderemo. Difendiamo l’interesse
dei cittadini, la loro salute e l’ambiente. Chi lo nega è in malafede”.

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