21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

Ordini professionali. “Insieme per salvare ambiente e salute”


TARANTO – Prima uscita pubblica dell’osservatorio ionico delle professioni per la salute e l’ambiente. Una officina di idee che pone il suo sguardo sulla città e sui suoi problemi mettendo a disposizione dei cittadini le diverse professionalità. Sul decreto legge 207 “salva-Ilva” approvato dal governo il 3 dicembre scorso e convertito in legge in 20 dicembre dal Parlamento, i professionisti tarantini sono tutti d’accordo: “con quel decreto non si risolvono i problemi della città”. Il presidente dell’Osservatorio, Piero Dione, presidente dell’ordine degli architetti di Taranto dichiara: “L’osservatorio, composto da diversi ordini professionali, si occuperà di salute, paesaggio, ambiente.

Siamo contrari a nuove trivellazioni nel nostro territorio. Ci occuperemo della tutela del patrimonio ambientale ed architettonico dell’isola di San Paolo, della Città vecchia ma anche della tutela delle coltivazioni agrarie. Sul decreto “salva-Ilva” varato dal governo, anche in qualità di giurista, ha parlato il presidente dell’ordine degli avvocati Angelo Esposito: “Sentiamo il dovere di spiegare ciò che sta accadendo ai nostri concittadini. Ci troviamo in mezzo ad una vicenda kafkiana che vede la città divisa fra le esigenze del lavoro e quelle della salute. A noi sembra palese che il decreto varato dal governo ponga un problema serio di sospensione dei provvedimenti giudiziari. Se fosse stato intrapreso da un governo di qualunque matrice politica, sarebbe scoppiata una rivoluzione. E’ la prima volta che un governo sospende un reato a tempo. La prima volta che assistiamo ad una intromissione così invasiva ed efficace del governo e del legislatore rispetto alla magistratura. Bisogna salvare la città ed i cittadini. Non è serio dire che chi difende l’operato della magistratura è contro il lavoro. Siamo contro le divisioni in partiti. Non si può essere contro il lavoro o pro magistratura. Noi dobbiamo spiegare alla città che se la procura è intervenuta è perché aveva il dovere di farlo. In un Paese civile e democratico bisogna rispettare le regole e chi non lo fa ne deve patire le conseguenze. Va spiegato che in un Paese che è la culla del diritto, non si può accettare che un decreto blocchi l’azione della magistratura e la ponga nel vago ed è abbastanza curioso che venga concessa una Autorizzazione integrata ambientale ad una società posta sotto sequestro ed i cui vertici sono fatti oggetto di misure cautelari ed uno di essi è latitante”. Con l’osservatorio gli ordini professionali escono dal guscio tradizionale interno ai rispettivi problemi perché hanno voglia di restituire alla città la propria competenza di società civile. All’incontro hanno partecipato il dott. Raimondo Lanzo, presidente ordine dottori agronomi e forestali, dott. Giammichele Divella comitato tecnico scientifico, Vincenzo Ricci, presidente collegio geometri, dott.ssa Mariagrazia De Pasquale direttivo dell’ordine commercialisti, dott. Mario Giorgio, delegato ordine farmacisti e segretario dell’Osservatorio.

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