Cronaca

​«Non ho mai fatto pressioni»​

Ambiente Svenduto, parla l'ex Presidente della Provincia Gianni Florido


“Nessuna pressione su Romandini”.

Nel
processo Ambiente Svenduto, nell’aula bunker con la zona
riservata al pubblico insolitamente popolata, è il giorno
dell’interrogatorio dell’ex presidente della Provincia Gianni
Florido che risponde di concussione nei confronti dell’ex
dirigente del settore Ambiente Luigi Romandini. Lo stesso
imputato ha chiesto di parlare ma anche il pm ha chiesto
il suo esame. Davanti alla Corte d’Assise Florido sembra
un fiume in piena. Respinge tutte le accuse, fornisce la sua
versione dei fatti senza risparmiare stoccate, ripercorre i
passaggi dell’attività amministrativa sui quali si basano le
imputazioni, in particolare si sofferma sulla questione della
richiesta di autorizzazione della discarica Mater Gratiae
avanzata dall’Ilva, pilastro della tesi accusatoria dell’ipotesi di concussione finalizzata a favorire il siderurgico e
racconta una serie di episodi per chiarire i suoi rapporti
con Romandini.

Quando il pm Remo Epifani gli chiede se aveva esercitato
pressioni su Romandini per la procedura relativa al rilascio
dell’autorizzazione della Mater Gratiae, Florido ribadisce
la sua versione, già sostenuta nel corso delle indagini preliminari: “Fabio Riva mi accusò pubblicamente di inerzia,
alla presenza del sindaco Ezio Stefàno, per il silenzio della
Provincia che da ben tre non si esprimeva sulla richiesta.
Successivamente i. Ministero dell’ambiente ci indicò quale
ente competente ad esprimerci sulla questione. Per cui pressato da Ministero, Regione e Riva, invitai con determinazione Romandini a chiudere la procedura ma non sollecitai
una conclusione favorevole all’Ilva, non dovevo fare e non
ho fatto favori a nessuno.

Quando Romandini si giustificò
con eccessivi carichi di lavoro del personale, gli feci notare
che in quel periodo per gli uffici del settore ambiente la
Provincia aveva assunto 20 dipendenti fra ingegneri, geologi
e altre figure con competenze specifiche. L’indirizzo politico era quello di rilasciare un’autorizzazione subordinata
a delle prescrizioni ma Romandini mi rispose che non era
possibile. Il Tar cassò quel diniego. Essere determinati non
significa essere concussori”. Sull’assessore all’Ambiente
Michele Conserva e la sua posizione sulla discarica Florido è lapidario: ”In generale non aveva un atteggiamento
favorevole all’Ilva ma della Mater Gratiae non se ne fregava
niente (testuale ndr)”.

Conferma le frasi riferite da Romandini: “Lei è un burocrate? Certo l’ho detto riferendomi al suo atteggiamento
di eccessivo formalismo. La frase non riguardava l’Ilva
ma un’altra circostanza relativa ad un problema della Tct,
quando mi propose di emettere un provvedimento sulla
base di un regio decreto”. Così come conferma di aver
detto: “Faccia due righe e si dimetta. Non mi riferivo certo
ad un licenziamento ma ad un cambio di settore”. Cambio
che in seguito ci fu: “Nell’ambito di una riorganizzazione
degli uffici e della rotazione dei dirigenti fu trasferito ad
un settore che non era residuale ma fondamentale per la
Provincia di Taranto, attività produttive, agricoltura, caccia
e pesca, scuole guida, turismo e formazione professionale.
Il settore agricolo è il 40 per cento del pil della provincia
ionica. Romandini non ha subito nessuna diminutio né del
suo ruolo né del suo stipendio”.

Sui rapporti con Romandini chiarisce: “Sono stati sempre
formali, cordiali e corretti con tutti i dirigenti. E anche con
Romandini; una volta mi ha regalato una foto in cui eravamo
insieme ai Riti dei Misteri, con una dedica ‘con affetto al
mio presidente’, che conservo ancora”.
L’ex presidente della provincia spiega di essersi sentito
ferito soprattutto da una frase di Romandini che lo aveva
definito “l’addetto alle pubbliche relazioni dell’Ilva”. “Una
frase che mi ha fatto male dopo trent’anni di lotte sindacali,
anche perché pronunciata con tono gioioso, lo stesso con
cui ha commentato gli arresti. Peccato che questa sua gioia
ha rovinato persone e famiglie”.
Al momento di andare in stampa l’interrogatorio era ancora
in corso.

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