13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​«Caro ministro, venga a rispondere alla Città»​

L’assessore Viggiano scrive a Di Maio


Egregio sig. Ministro
Luigi Di Maio,
sino ad ora le interlocuzioni con il
Suo dicastero hanno avuto contenuto
prettamente tecnico, ma so anche che
dallo scorso giugno, dopo il tavolo da
Lei convocato con 62 associazioni
alle quali è stato dato ben un minuto
a testa per portare testimonianza, non
ha ritenuto di dare risposte a quanti le
hanno chiesto dialogo e spiegazioni.
Sono l’assessore all’ambiente e salute
del Comune di Taranto, ma oggi Le
scrivo da madre, da cittadina sua coetanea che, come Lei, è nata in una terra
difficile, stuprata da anni di silenzi e
connivenze.

I nostri punti in comune, però, finiscono qui.
Gentile Ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche
sociali e vice presidente del consiglio
dei ministri nonché capo politico del
Movimento 5 Stelle, Lei come avrebbe
reagito se qualcuno Le avesse raccontato che la terra dei fuochi è una questione risolta intestandosi il risultato?
Provo a spiegarle come mi sono sentita
io quando Lei è venuto a Taranto in
campagna elettorale a semplificare la
questione ilva a pontificare su riconversione e parchi giochi e, a elezioni
stravinte, affermare di aver chiuso la
questione in due mesi. Ebbene, ho provato rabbia, sconcerto e frustrazione.
La mia gente non merita di ricevere la
beffa dopo aver patito il danno che da
sessant’anni ancora paghiamo a caro
prezzo in nome dello Stato. E non
meritiamo di essere anche sbeffeggiati
da chi ora ci rappresenta, rappresenta
lo Stato.

Lei non può affermare di aver risolto
la questione ILVA nè può affermare
come ho letto che si “arrabbia un po’”
se qualcuno dice che la questione
ILVA non è una promessa mantenuta.
Si arrabbi anche più di un po’, ma lo
faccia con chi su quella promessa non
mantenuta ha fatto incetta di voti alle
ultime politiche. La Sua maggioranza
si è affermata grazie a quelle promesse
non mantenute. Me li ricordo i Suoi
“portavoce” quando dissero che le
Sue parole erano state travisate. Me li
ricordo mentre provavano a smentire
l’impossibilità di chiudere l’ILVA.
Erano in un albergo della mia città, lo
stesso in cui domenica scorsa, tre su
cinque parlamentari eletti, provavano
a difendere l’operato del governo davanti ad una platea di elettori delusi,
cittadini che in Lei avevano riposto la
propria fiducia.
Mi perdoni ma io in quelle parole
non ho mai avuto fiducia. Non potevo
averne.

Avevo letto le carte e no, la
chiusura dell’ILVA non era fattibile.
Abbiamo provato più volte a dirlo, ma
abbiamo fatto solo la parte dei cattivi,
salvo poi aver avuto ragione. Ma la
ragione, si sa, non paga se si paventano
bacchette magiche che promettono,
dopo anni di demagogia, l’impossibile.
Come impossibile ho pensato fosse il
seguente virgolettato “ho scoperto solo
dopo le elezioni che c’era un contratto
firmato con Mittal che non era noto
prima e che ci vincolava, ma l’abbiamo
fatto fruttare” e invece sono proprio
Sue parole.

Lei è stato in Parlamento
negli scorsi 5 anni (2013-2018) e prima
di venire a Taranto a parlare di Ilva
aveva il dovere di leggere tutte le carte.
Come abbiamo fatto noi dall’insediamento datato 29 giugno 2017!
Ma anche qui, tra chi studia accuratamente e chi si improvvisa, vinse
l’improvvisazione. I miei concittadini
le hanno creduto, hanno creduto in
quel Movimento che oggi in consiglio
comunale non ha più rappresentanti
perché per fortuna esiste chi non mette
da parte la coscienza ed è pronta a rinunciare a uno scranno quando ritiene
traditi i propri valori e ideali.
Mi dica, Ministro, qual è la promessa
mantenuta? In cosa consiste?
Dove sono i controlli sul piano ambientale? Dove sono le misure di ambientalizzazione? A che punto sono le
attività di bonifica?
Lo sa che, ancora una volta, è toccato
alla magistratura intervenire sulla
questione ILVA? Lo sa che sono state
sottoposte a sequestro le collinette
ecologiche che sono lì da lustri? Lo
sa che abbiamo dovuto compulsare
la Provincia affinché desse avvio alla
procedura ex art. 244? Lo sa che quelle collinette si trovano a ridosso del
centro abitato? Conosce i wind days?
Lo sa che abbiamo una ordinanza di
chiusura parziale delle scuole durante
i wind days? Conosce la frustrazione
di noi amministratori appena arrivati
che hanno dovuto sopperire alla
carenza politica e amministrativa
di decenni cercando di coniugare
salute e diritto allo studio? Conosce
la frustrazione di quei genitori?

Di
taluni di loro non ne condivido i
modi, ma sfido chiunque a rimanere
impeccabile quando in gioco c’è la
vita dei propri figli.
A causa di comportamenti ambigui
e promesse elettorali di chi non si è
fatto il minimo scrupolo di incendiare animi esasperati, si è finito per
incrinare la fiducia nelle istituzioni
di questa gente. E questa è l’ennesima cosa che non le perdono perché
questa Amministrazione ha avuto
un approccio serio alla questione.
Sarebbe stato facile per il Sindaco di
Taranto – appena eletto e senza nessuna responsabilità nella faccenda
Ilva che viene aggiudicata in piena
campagna elettorale quando l’attuale
sindaco era un candidato sindaco –
mettersi in scia del più bieco populismo e cavalcare la protesta sterile,
sciagurata e irresponsabile. Sarebbe
stato facile per tutti noi non studiare
le carte e fare continue passerelle in
città come fanno tutti qui a Taranto.

E invece no, questa Amministrazione ha preferito governare una decisione che ben due governi – quello
Gentiloni e poi quello Conte con Lei
Ministro Di Maio seduto al tavolo
della trattativa – hanno preso. Tra
qualche giorno a Taranto si terrà
una fiaccolata in memoria di tutti i
bambini vittime di tumore.
Lei ci sarà?
Venga, venga a rispondere a tutte le
domande dei cittadini di Taranto.
Siamo circa 200.000 abitanti, non ci
consideri semplicemente un punto
di PIL.

Francesca Viggiano

Assessore all’ambiente e salute

del Comune di Taranto

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