16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

Cronaca

​M5S, da incendiari a… pompieri​

Oggi rinnegano di aver promesso la chiusura dell’Ilva. Le prove delle loro bugie


«Fino a quando non si
dimostrerà il contrario, l’unica Ilva
compatibile è Ilva chiusa!».
Lo urlava su facebook l’onorevole
Giovanni Vianello, deputato del Movimento Cinquestelle, che dopo aver
subito la pesante contestazione degli
ambientalisti delusi, ha detto che loro,
cioé i pentastellati, non avevano mai
utilizzato in campagna elettorale la
formula «Ilva chiusa».

Una affermazione sottoscritta anche dagli altri
due parlamentari grillini Gianpaolo
Cassese e Alessandra Ermellino.
Il post del deputato tarantino, ex assistente parlamentare dell’onorevole
salentino De Lorenzis, porta la data
dell’8 settembre 2018, all’indomani
cioé della chiusura dell’accordo per il
passaggio dell’Ilva ad Arcelor Mittal.
Un contratto suggellato da Luigi DI
Maio, capo politico del Movimento
Cinquestelle, vice presidente del
consiglio e ministro del lavoro e dello
sviluppo economico.
Quel post di Vianello (con il like della
consigliera regionale Rosa Barone)
ricalca tutta la propaganda anti-Ilva
montata dal M5S a Taranto negli ultimi anni e dalla quale i tre parlamentari
hanno cercato goffamente di prendere
le distanze, arrivando a negarla, dopo essere stati accusati di non aver mantenuto la promessa di chiudere l’Ilva una
volta arrivati al governo.

Abbiamo già
riportato nell’edizione di martedì 19
febbraio, una eloquente sintesi di post
e volantini sparsi dai Cinquestelle e
da Vianello in questi anni. Tutti con
un denominatore comune: la chiusura
dell’Ilva. Una linea che il cosiddetto
Movimento ha sempre portato avanti
sfruttando, e raccogliendo, il malcontento di una consistente fetta di
tarantini.
I sentimenti anti-Ilva, eletti a programma politico, sono stati profusi a piene
mani e a tutti i livelli dal M5S. Quando
era ancora in gioco la partita tra Jindal
e Arcelor Mittal per l’aggiudicazione
dell’azienda siderurgica, l’eurodeputata
Rosa D’Amato pubblicò un manifesto
che non ammetteva malintesi: “Unica
strada: chiusura e riconversione”.

Con
tanto di logo del M5S ed elmetto spartano, giusto per chiarire quanto fossero
bellicose le intenzioni. Ma si sa, si
nasce incendiari e si muore pompieri.

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