22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:30:09

Cronaca

​Evasione e fatture false: maxi sequestro a due imprenditori​ tarantini

Sigilli a beni per un milione e mezzo di euro


Evasione e fatture
false: la Guardia di Finanza sequestra beni per un milione e mezzo di
euro a due imprenditori tarantini.

I militari del Nucleo di Polizia
Economico Finanziaria di Taranto, diretti dal tenente colonnello
Antonio Marco Antonucci, hanno
eseguito un decreto di sequestro
preventivo “per equivalente” di
beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un totale
di un milione e 500mila euro,
nei confronti dei titolari di due
imprese di Taranto che operano
nel settore dell’elettronica e della
telefonia. Gli imprenditori sono il
trentottenne R.G., residente a San
Vito e il cinquantacinquenne G.D.,
residente nel rione Tamburi.
Il provvedimento, emesso dal giudiice per le indagini preliminari
del Tribunale di Taranto Vilma
Gilli, su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone,
scaturisce da una verifica fiscale
eseguita dagli investigatori delle
Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria al termine della quale è stata accertata,
a carico di una delle due imprese,
l’omessa dichiarazione di ricavi per
3 milioni e 200 mila euro e l’evasione di I.V.A. per 556 mila euro.

Nell’ambito degli approfondimenti
conseguenti alla attività, è stata
inoltre accertata, per entrambe le
imprese, l’emissione e l’utilizzo
di fatture false per complessivi
262mila euro.Infatti, l’esame della
documentazione contabile relativa
ai rapporti commerciali intercorsi
tra loro aveva da subito fatto emergere discrasie, quali, ad esempio,
l’esistenza di talune fatture riportanti analoghe operazioni commerciali, rinvenute in formato grafico
diverso presso ciascuna delle
imprese, nonché alcuni pagamenti
effettuati a mezzo assegni bancari
da una impresa ed annotati dall’altra quale incassati “in contanti”.Per
l’accusa singolare è risultata poi
la circostanza che quattro fatture,
riportanti la stessa numerazione,
stessa data ed importo, attestavano
cessioni di beni diversi per natura,
qualità e quantità. L’ammontare
complessivo del sequestro di oggi
è pari al totale delle imposte evase.

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