15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Così muore la nostra litoranea

Confcommercio: ad essere in pericolo è il futuro di dieci stabilimenti balneari


Marina di Lizzano,
settembre 2018: sulla S.P. 122 – nel
tratto della strada litoranea compresa tra Piazza Bagnara e contrada Torretta, circa 5 km – scatta il divieto di
transito per pedoni e veicoli, per la
chiusura del Ponte Ostone.

Le auto
e i mezzi che giungono dai due opposti sensi di marcia, sono costrette
a deviare verso le strade interne – le
provinciali 125 e 126- poiché grandi
cartelli di segnaletica e blocchi di
cemento impediscono l’accesso alla
carreggiata.
«Già un anno fa, nel febbraio del
2018, una relazione del comando
dei Vigili del Fuoco evidenziava che
lungo i 15 metri del ponte le travi in
calcestruzzo armato, presentavano il
distacco del copriferro con evidenti
fenomeni ossidativi delle armature.
Inoltre, diverse armature risultavano
compromesse tanto da rendere necessaria un’approfondita analisi statica
della struttura al fine di individuare i
necessari lavori di ripristino e consolidamento.

A scopo precauzionale si
riteneva quindi necessario interdire
il traffico per l’intera lunghezza del
ponte e nella parte sottostante occupata dall’alveo del fiume Ostone» si
legge in una nota di Confcommercio.
«Ciò malgrado, è andati avanti sino
a luglio scorso sino a quando, per
alleggerire il carico sulle strutture, il
sindaco di Lizzano, Antonietta D’Oria, decideva di regolare la viabilità
sul tratto in questione con l’installazione di un impianto semaforico».
«Un provvedimento che – commenta
il presidente provinciale del Sib,
Vincenzo Leo – andava a pesare sul traffico veicolare dell’area, già di
per se caotica soprattutto ad agosto
allorquando sui quel tratto di costa
si riversano ogni giorno migliaia di
veicoli. Il peggio è arrivato a agosto,
dopo un incontro tecnico in Regione, quando si decideva la chiusura
totale del ponte e dunque del tratto
di strada interessato. Provvedimento
necessario. ma assunto senza aver
prima pianificato l’intervento da
attuare per mettere in sicurezza la
infrastruttura. Situazione che dopo
5 mesi appare cristallizzata».

Di fatto una novità ci sarebbe, dicono
dall’associazione dei commercianti:
la Regione avrebbe destinato 250
mila euro, nel Bilancio di previsione
2019. Ciò non tranquillizza però gli
operatori turistici della zona: i tempi
sono strettissimi, fra tre mesi dovrebbe riprendere la nuova stagione
balneare.
«Questa situazione – commenta
ancora il presidente del sindacato
delle imprese della balneazione, Leo
– tiene con il fiato sospeso una quindicina di attività che non sanno se la
prossima stagione estiva potranno
riaprire regolarmente. Ad oggi non è
stata ancora indetta la gara di appalto
e anche qual’ora si dovesse poter avviare la procedura e non dovessero
sorgere intoppi di natura burocratica/
amministrativa, non ci sarebbero
i tempi tecnici per completare le
opere entro giugno. Noi chiediamo
che per la prossima stagione estiva
si proceda con il puntellamento del
ponte per una messa in sicurezza tale
da consentire il transito in senso
unico alternato.

Altrimenti sarà la
condanna a morte delle nostre attività e di tutta la economia che ruota
attorno al turismo balneare della
costa orientale della provincia.
Stiamo parlando di un tratto di costa
dove operano una decina di stabilimenti balneari, una parte consistente
del turismo della litoranea jonicosalentina.
Imprese che hanno effettuato investimenti importanti e che garantiscono
occupazione e servizi fondamentali e
per il turismo del mare che, come è
noto, rappresenta il cuore della nostra
offerta turistica estiva.
Sarebbe un danno incalcolabile
non solo per le imprese, ma per la
intera economia del turismo se si
dovesse decidere di lasciare chiuso
al traffico veicolare questo tratto di
litoranea. Il disagio per i turisti e
per i cittadini sarebbe enorme anche
sotto il profilo della sicurezza. Si
metterebbero inoltre a grave rischio
le dune ai margini della carreggiata
che verrebbero prese d’assalto dalle
auto dei bagnanti decisi comunque
a raggiungere le spiagge della zona
interdetta al traffico.

Noi chiediamo un atto di responsabilità a Comune, Provincia, Regione
e a tutti gli organi tecnici coinvolti,
affinché venga individuato al più presto un percorso idoneo e confacente
alla urgenza ed alla gravità della
situazione.
Chiediamo, pertanto, un tavolo istituzionale dove si affronti la questione
e si individui una modalità operativa
che nel medio termine garantisca
l’avvio e completamento dei lavori,
e nel breve la sicurezza, la viabilità, e
la continuità operativa delle imprese
della zona».

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