29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 21:59:00

Cronaca

Porto di Taranto, ​dalla Regione l’ok al nuovo corso​

Ma Battista: no a tappeti rossi stesi subito a chiunque


“Una buona notizia per i lavoratori e per il sistema delle imprese”: l’assessore
regionale Mino Borraccino plaude all’arrivo
di Yilport.

“Finalmente il Porto di Taranto potrà dispiegare
e mettere in atto tutte le enormi potenzialità
economiche che possiede. Zes, molo polisettoriale, retroportualità, creazione della catena
del freddo, nuova via della seta, intermodalità
porto/aeroporto/ferrovia/autostrada, traffico
crocieristico, logistica: temi allettanti, modelli di
un nuovo sviluppo fondato su internazionalizzazione, ricerca, innovazione ed ecocompatibilitá
sui quali da oggi finalmente possiamo davvero
metterci al lavoro senza incertezze e timori”.
Il ricorso era stato presentato contro il Comune
di Taranto, l’Autorità di Sistema Portuale del
Mar Ionio e la Regione Puglia.

“Andata via Evergreen, perchè lamentava grossi
ritardi nell’adeguamento del porto, Taranto era
rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi, con ricadute negative sul piano occupazionale. Il traffico container si era così azzerato e
il porto ha accusato anche il colpo derivante dal
rallentamento produttivo dell’Ilva, tra i grandi
utilizzatori dell’infrastruttura. La notizia del
rigetto del ricorso, e quindi della legittimità
dell’assegnazione a Yilport è importante, in
quanto al rilancio del molo polisettoriale è legata la rioccupazione del personale di Taranto,
container terminal e di altri lavoratori espulsi
dal ciclo produttivo”.

“Niente più scuse, ora” sottolineano Giuseppe
Cavallo, Massimiliano Stellato e Michele Andrisano, esponenti di Puglia Popolare, movimento
civico pugliese guidato dal Senatore Massimo
Cassano. Interviene anche il consigliere comunale Massimo Battista, ex M5s: “La sentenza
è un importante passo verso la riapertura dei
traffici al Molo polisettoriale”.

“Visto il recente passato” aggiunge però Battista
“dovremmo ragionare ora su delicate questioni
come ad esempio i futuri rapporti con l’investitore, oggi positivi, domani chissà, in relazione
a soggetti probabilmente così non facilmente
raggiungibili. L’esperienza negativa TCT deve
pur aver insegnato che lineari connessioni tra
investitori, istituzioni e tutti i portatori di interesse locali si costruiscono nel tempo senza
stendere nell’immediato metaforici tappeti rossi
a chiunque”.

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