Cronaca

​«Non abbiamo aumentato quella tassa»​

Le rassicurazioni del Comune


«Il Comune di Taranto non si è avvalso della
possibilità di massimo aumento consentita dalla legge nazionale
sull’imposta di pubblicità, in modo da determinare le stesse tariffe
del 2018 (che erano state ridotte di un terzo da una sentenza della
Corte Costituzionale)».

Lo rende noto l’amministrazione comunale dopo che, nei giorni
scorsi, le associazioni del commercio e dell’artigianato avevano
sollevato la questione. Secondo Confcommercio «la legge 145
/2018 ha concesso la facoltà alle amministrazioni comunali di
aumentare le tariffe dell’imposta sulla pubblicità. Dunque, una
situazione che potrebbe indurre i comuni a voler esercitare tale
facoltà portando gli aumenti fino al 50% per superfici che superano il metro quadro». Confcommercio, facendosi interprete della
difficoltà economiche delle imprese, ha invitato «i comuni della
provincia di Taranto a voler dare un concreto segnale di avvio di
un percorso di confronto in merito alla problematica della pressione fiscale locale, partendo da dall’imposta sulla pubblicità in
questione ed evitando di esercitare la facoltà concessa ai comuni
dalla nuova legge di Bilancio».

Questo è quanto chiesto in una
nota all’indirizzo dei sindaci e delle sezioni Tributi dei Comuni
della provincia.
Anche Confartigianato, Confesercenti, Cna e Unsic ha evidenziato «il caos interpretativo sulle modalità di applicazione relativo
alla Legge che introduceva la
possibilità di maggiorazioni
per le imposte comunali sulla
pubblicità, consegna a livello
nazionale un panorama affastellato di disomogeneità. Per
tale ragione, e a fronte dell’aumento del 25% dell’imposta
anche a livello comunale abbiamo scritto nei giorni scorsi
al sindaco, al presidente del
consiglio comunale, a quello
della commissione bilancio e
alle direzioni comunali che si
occupano di programmazione
economica e economato. Una
lettera che prova a fare chiarezza su un ulteriore balzello
che rischia di impensierire ancora di più il già provato animo di
commercianti e artigiani del territorio».

Il Comune di Taranto, quindi, ha comunicato «ai contribuenti interessati che il termine ultimo per il versamento annuale della Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche (Tosap) e dell’Imposta
Comunale sulla Pubblicità (ICP) è stato prorogato al 28/02/2019
(come disposto dalle opportune deliberazioni di Giunta). Tanto in
deroga alla scadenza disposta dai vigenti Regolamenti Comunali.
Pertanto i relativi versamenti per l’ anno 2019 saranno considerati
tempestivi anche se eseguiti entro il 28/02/2019 senza applicazione
di sanzioni ed interessi. Sono in distribuzione, tramite il servizio
postale, i nuovi bollettini di pagamento. Coloro che non dovessero
riceverlo, o hanno bisogno di ulteriori chiarimenti, possono provvedere al pagamento della Tosap e dell’Icp direttamente presso
gli uffici della concessionaria Dogre srl, ubicata in Via Umbria n.
61 – 74121 Taranto. Inoltre – prosegue la nota di Palazzo di Città
– si coglie l’occasione per comunicare che a seguito delle scelte
operate, con deliberazioni del Consiglio Comunale e della Giunta
Comunale, il Comune di Taranto non si è avvalso della possibilità
di massimo aumento consentita dalla legge nazionale sull’imposta
di pubblicità, in modo da determinare le stesse tariffe del 2018
(che erano state ridotte di un terzo da una sentenza della Corte
Costituzionale). Le nuove tariffe sulla imposta di pubblicità, fissate
per il 2019 da Consiglio e Giunta, sono state ridotte di circa il 20%
rispetto a quelle degli anni precedenti. Auspichiamo che questa
sensibile riduzione d’imposta consenta a molti di investire nuove
risorse in pubblicità o promozione delle attività commerciali.
L’Ufficio Tributi comunali è a disposizione per ogni eventuale
ulteriore informazione».

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