17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti

C’era anche il presidente della Regione Puglia, Emiliano


Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato
all’inaugurazione dell’anno giudiziario
della Corte dei Conti della Puglia.
Emiliano ha dichiarato: “ho trovato
molto soddisfacenti entrambi i discorsi, sia del presidente Francesco Paolo
Romanelli che del procuratore Carmela
de Gennaro. Qui si svolgono attività di
controllo indispensabili per il buon andamento della pubblica amministrazione. Dai discorsi fatti emerge l’eroismo
dei tanti piccoli e grandi amministratori della Regione Puglia che si battono
ogni giorno per fare le cose per bene.

La capacità di costruire un capo di imputazione per comportamenti irregolari non è facile – ha aggiunto Emiliano
– quando è capitato di accorgermi che
rispetto a dei pagamenti di spese legali
apparentemente minimi, di poche centinaia di euro, forse c’era qualcosa che
non andava, ho scoperto una truffa da
venti milioni di euro. Ma non tutti gli
amministratori sono inquirenti di professione. Non è facile per una persona
completamente al di fuori del contesto
giuridico concepire un’accusa.
Bisognerebbe probabilmente meglio
assistere le pubbliche amministrazioni da parte delle forze dell’ordine e da
parte delle stesse Magistrature, bisogna
accompagnare queste persone, non lasciarle sole.

Però nei discorsi sia del presidente Romanelli sia del procuratore de Gennaro
l’accenno ad una sorta di tutoraggio nei
confronti degli amministratori per bene
deve essere colto.
Naturalmente il numero del personale
della Corte dei Conti è talmente scarso
– e rivolgo un appello al Governo perché rinforzi la Corte dei Conti della Puglia – che addossargli anche il compito
di formare un po’ meglio dal punto di
vista contabile tutti gli amministratori è
davvero difficile. Ma non si fa un corso
a chi diventa sindaco: deve imparare a
nuotare da solo ed è molto complicato”.
Sui quattromila fascicoli aperti in Puglia Emiliano ha sottolineato che “si
tratta delle denunce, molte delle quali
anonime.

Abbiamo una particolare capacità di lanciare il sasso e di nascondere la mano. Tutte le denunce che non
sono formali, vengono fatte in maniera
anonima. È un brutto vizio, perché se
uno ci mette la firma è meglio: spesso
l’anonimo viene preso da un furore che
gli fa aggiungere cose che non hanno
fondamento e questo complica il lavoro
dei magistrati che devono poi discernere le cose vere dalle false. Quindi: più
firme sotto le denunce e meno esposti
anonimi”. Sulla situazione in Sanità
Emiliano ha precisato che “in passato
nel settore sanitario ci sono stati scandali gravissimi, mentre in questi anni
del mio governo ci sono stati degli eventi tristi, ma che riguardavano fatti che
non concernevano la sanità pugliese.
Naturalmente la sorveglianza è sempre
altissima, perché sono 40mila dipendenti con un budget di 7 miliardi di euro
annui che deve essere controllato minuto per minuto, perché qualcuno potrebbe portar via qualcosa, fare un appalto
in modo negativo o sbagliare nell’approccio di un bando, di una gara.

La Regione Puglia è grande e complessa come una nazione. Controllare tutto
questo non è semplice però lo stiamo
facendo con grande dedizione.
Siamo fortunati perché c’è un rigore,
che viene poi certificato dalla Corte dei
Conti nei giudizi di parifica, che ogni
anno ci dà tra le migliori regioni italiane dal punto di vista contabile. Certo si
deve stare con gli occhi aperti. La stampa serve anche a questo: a sorvegliare la
spesa pubblica e ad aiutare sia la Corte
dei conti che noi ad individuare le cose
che non vanno. I cittadini poi hanno lo
smartphone con cui cogliere tutti gli
aspetti controversi”.

Sulla gara per la
ristorazione in sanità Emiliano ha infine
aggiunto che “abbiamo sempre un’idea:
quella di favorire le imprese che intendono strutturarsi in modo importante
sul nostro territorio. Vogliamo che le
imprese si insedino e diano lavoro. Non
vogliamo che vincano le gare e poi le
subappaltino a piccole aziende che non
riescono mai a fare concorrenza alle imprese più grosse. Di qui l’idea del lotto
unico. Abbiamo compreso che il lotto
unico spaventa ancora qualcuno, come
l’Anac e altri soggetti, e siccome la gara
la dobbiamo fare senza perdere tempo,
abbiamo fatto tre lotti che probabilmente danno la stessa possibilità alle imprese di gestire in modo radicato sul nostro
territorio un’attività nella quale spenderemo molti soldi, che bisogna fare in
modo siano portati via da chi non fa il
lavoro ma si limita a vincere la gara. È
una cosa molto delicata per non strozzare le aziende subappaltanti”.

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