28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 11:45:30

Cronaca

La lite, il pugno, la pistola: un fermo per la sparatoria


TARANTO – Lo hanno trovato a casa della madre, mentre preparava la fuga. E’ scattato all’alba di oggi il fermo di P.G. per il trentasettenne tarantino Fabio Fiore, accusato di tentato omicidio nei confronti di Vito Clemente, 51 anni. Il fermo è stato eseguito dagli agenti della Questura di Taranto, convinti di aver chiuso il cerchio sul gravissimo episodio registrato in via Ospedalicchio, a Taranto 2, nella serata di mercoledì, nelle vicinanze di un grande supermercato. Dietro il ferimento di Clemente, stando a quanto trapelato, ci sarebbero contrasti di natura personale.

Poche ore prima della sparatoria, infatti, i due uomini avrebbero avuto un diverbio, culminato in un pugno di Clemente a Fiore. L’incontro di ‘riappacificazione’ sarebbe degenerato poi nel fatto di sangue, con il trentasettenne che avrebbe uscito una pistola 7.65 e sparato sei colpi, di cui quattro andati a segno, al gluteo e a una mano. Subito i poliziotti della Squadra Mobile, diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto, hanno dato la caccia al “pistoleo della notte di Santo Stefano”. Una caccia culminata all’alba di oggi con il fermo dell’indiziato che, come detto, sembrava pronto a fuggire per evitare la cattura. Anche di questo aspetto, comunque, Fiore potrà e dovrà fornire la propria versione nel corso del canonico confronto con il giudice che lo interrogherà. “Stamane gli Agenti della Squadra Mobile, diretti dal Dr. Roberto Pititto, hanno sottoposto a fermo di P.G. il pregiudicato tarantino Fabio Fiore, di anni 37, perché ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio in danno del pregiudicato Vito Clemente, cinquantu-nenne tarantino” è quanto si legge nella nota ufficiale diffusa dalla Polizia. “Come si ricorderà la sera del 26 dicembre, Clemente venne attinto da alcuni colpi di pistola in più parti del corpo, sparatigli contro da un individuo che dopo l’azione delittuosa si dileguò. Le immediate indagini avviate dagli investigatori della Polizia di Stato hanno consentito di acquisire probanti elementi di colpevolezza nei confronti di Fabio Fiore che stamane, dopo le formalità di legge, è stato associato alla locale Casa Circondariale e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. Sulla base di quanto acquisito dagli agenti, il motivo del ferimento dovrebbe essere ricercato in una banale lite con conseguente reciproca aggressione fisica avvenuta il pomeriggio dello stesso 26 dicembre detto”.

Giovanni Di Meo

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