16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

​La vita e le opere di Nikos Kazantzakis​

Lunedì l’iniziativa nella sala convegni dell’ex ospedale vecchio


“Non temo nulla, non spero nulla, sono libero” è il testo che lo
scrittore cretese Nikos Kazantzakis volle che fosse inciso sulla sua tomba, un
epigrafe che può suonare come un urlo
disperato e inconsolabile di un essere
perduto e condannato o come la serena
espressione di libertà e indipendenza di
un artista estremamente sensibile e dalla personalità complessa e non sempre
pienamente compresa come in effetti fu
il fine intellettuale greco.

Lunedì sera 25 febbraio alle ore 17,00
nella sala convegni del padiglione Ss.
Crocifisso, ex ospedale vecchio in via
SS. Annunziata angolo via De Cesare,
il presidente dell’associazione Dopolavoro Filellenico, Giancarlo Antonucci,
parlerà de “La vita e le opere di Nikos
Kazantzakis” per una attività organizzata in collaborazione con il Comitato
di Taranto della Società Dante Alighieri
presieduto dalla prof.ssa José Minervini, con la sezione di Taranto dell’Alliance Française presieduta dalla prof.
ssa Teresa Bosco e la delegazione di
Taranto dell’Associazione Italiana di
Cultura Classica “Adolfo Mele” presieduta dalla prof.ssa Franca Poretti.
La serata ha avuto il patrocinio morale
del Consolato Onorario di Grecia per
Brindisi, Lecce e Taranto con la console avv. Antonella Mastropaolo, e
dell’Associazione Internazionale “Amici di Nikos Kazantzakis” presieduto
dalla prof.ssa Gilda Tentorio e dal dott.
Donato Bisceglia, referente per la Puglia.

Con l’aiuto delle immagini, di qualche
filmato e della lettura di alcuni brani
scelti dall’enorme produzione letteraria
del celebre scrittore, filosofo, giornalista, uomo di cultura cretese del quale
proprio in questi giorni ricorre l’anniversario della nascita, il relatore illustrerà la sua eclettica personalità e parlerà delle opere sue e di quelle che dai
suoi testi sono state tratte.
Molto lunga e articolata è stata la ricerca per Kazantzakis di un dio interiore,
di una figura che gli indicasse la via per
la vita, un’indagine che è coincisa con
l’impegno di ritrovare se stesso come
uomo e come scrittore. La sua visione
della divinità non sempre fu accettata
dalla Chiesa cristiana e per questo fu
posto all’indice della comunità ecclesiastica.

Dai suoi capolavori sono stati
tratti film come il celebre “Zorba il greco”, di Michael Cacoyannis, “L’ultima
tentazione” di Martin Scorsese e “Colui
che deve morire” di Jules Dassin.
Grafomane e visionario, si mantenne
girovagando in tutta Europa alla perenne ricerca di se stesso, con la scrittura
di tantissime opere originali e con la
traduzione frenetica in greco di scritti
di ogni tipo dalle varie lingue europee
che negli anni aveva imparato. Genio
indiscutibile, dalla capacità lavorativa
immensa, in Italia è poco conosciuto se
non per le riduzioni cinematografiche
che dalle sue opere sono state tratte.

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