08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

​«Ora il porto torni nella mappa mondiale dei traffici commerciali»​

Dopo il via libera del Tar ad Yilport, il commento dell’on. Vico


«Occorrono, ora, tempi
rapidi per l’insediamento dell’investitore
Yilport, affinché nel breve periodo il Porto
di Taranto riappaia nella mappa mondiale
dei traffici commerciali intercontinentali».
Così l’on. Ludovico Vico dopo il via libera
del Tar ad Yilport per la gestione del molo
polisettoriale del porto di Taranto.

«Sono stati quattro lunghi anni difficili,
laboriosi e faticosi, soprattutto per l’Autorità
Portuale di Taranto – ricorda l’ex parlamentare – Per rimettere in moto l’offerta del molo
polisettoriale di Taranto nel circuito delle
compagnie e dei terminalisti che operano nel
mondo, infatti, è stato necessario realizzare
1200 metri di banchina, i nuovi fondali, il
dragaggio, la “vasca di colmata”. Dopo la
fuga di Tct-Evergreen & co. (settembre 2014)
verso il Pireo (tre linee di navigazione) e
verso Bari (una linea), sono stati i Governi
Renzi-Gentiloni, attraverso il Mit (ministero
infrastrutture e trasporti) e il Cis (contratto
istituzionale di sviluppo) a scommettere
sul porto di Taranto per il suo indispensabile ruolo nel Mediterraneo con corposi
investimenti infrastrutturali.

Ricordiamo:
75milioni di euro per la riqualificazione del
molo polisettoriale – banchina; 83milioni di
euro per i dragaggi; 219milioni di euro per la
piastra logistica; 26milioni per i collegamenti ferroviari del Porto. Per l’accelerazione
delle procedure burocratiche, inoltre, sono
stati affidati al presidente del Porto i poteri
commissariali, svolti egregiamente nella
sua duplice funzione dell’avvocato Sergio
Prete. Ed ancora, con il “decreto Sud”, il
Porto di Taranto è divenuto capofila della
Zona Economica Speciale dello Jonio (Zes
interregionale Taranto-Basilicata).

Infine,
con la legge 18/2017 è stata emanata la
misura straordinaria per la salvaguardia dei
livelli occupazionali dei 530 lavoratori ex
Tct, attraverso la costituzione dell’Agenzia
portuale e lo stanziamento di 18milioni
di euro – evidenzia Ludovico Vico. A tal
proposito, non possiamo dimenticare che
anche i lavoratori portuali jonici sono stati
protagonisti di questa stagione, per garantire
un futuro al Porto di Taranto, all’intera città
e all’area jonica. I lavoratori con i loro sindacati sono stati, in questi ultimi tre anni, una
straordinaria e quotidiana forza trainante
nel sollecitare e sostenere la realizzazione
delle infrastrutture al molo polisettoriale
e per l’accelerazione di tutte le procedure
(bandi e assegnazioni) con la finalità del
“ritorno al lavoro per tutti”. Decine e decine
di assemblee con i lavoratori ed incontri di
aggiornamento con l’Autorità di Sistema
Portuale del Mare Jonio sono state le attività
vere, concrete e reali dei lavoratori e delle
loro rappresentanze. Perciò si rende obbligatorio un grazie anche a loro».

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