16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

​Così viene depredato il mare di Taranto​

​VeraLeaks: traffico di oloturie e cavallucci verso la Cina​


“VeraLeaks è venuta in
possesso di alcune fotografie attestanti
un vero e proprio mercato illegale che
procaccia la clientela sulla nota app
di messaggeria istantanea WeChat
(Weixin). Nella chat on line viaggia la
reperibilità dei fornitori che contatta i
propri clienti con tanto di indicazione
dell’username da contattare per gli
acquisti.

Verso il mercato cinese viaggiano oloturie e cavallucci marini che
vengono pescati nel mar Piccolo e nel
mar Grande di Taranto provocando,
così, un grave danno ambientale al
nostro ecosistema marino”. È quanto
dichiara Luciano Manna. “Un vero
e proprio ecoreato. Nelle fotografie
è possibile notare l’accuratezza nella
presentazione del prodotto che viene
mostrato in eleganti cadeaux dove sono
ben indicate provenienza geografica
per attestarne qualità e prestigio così
come avviene in una una vera e propria
filiera certificata. Negli ideogrammi
cinesi, ad esempio, oltre ai nomi dei
prodotti, si legge la parola “Italia,
Mediterraneo”.
La filiera volta all’export cinese si
avvale di pescatori locali, tarantini,
che vendono il prodotto ad un intermediario che a sua volta lo porta in
una attività commerciale cinese che
provvede all’inscatolamento e alla
spedizione in oriente.

La chat, sulla
piattaforma Wechat che gode di ottimi
sistemi di criptazione dei messaggi,
viene utilizzata proprio per creare
i legami, conoscenze e conseguenti
affari tra questi intermediari. I volumi
ed i guadagni sono molto alti.
Per le oloturie si parte da un irrisorio
guadagno di circa 80 centesimi di euro
al chilogrammo, da parte del pescatore
locale, ai 50 euro al giorno per chi
provvede alla pulizia del prodotto che
poi lo vende a 7 euro al chilo allo spedizioniere che a sua volta lo immette
nel mercato cinese a cifre che vanno
dai 200 ai 600 dollari al chilogrammo.

Affari milionari generati da ecoreati che devastano il nostro già compromesso equilibrio marino.
L’export cinese, che dai nostri mari
si rifornisce delle diverse specie, non
sembra subire inflessioni di mercato
nonostante le diverse operazioni condotte dai militari, Guardia di Finanza,
Polizia e Guarda Costiera, per contrastare questo tipo di commercio che, negli ultimi anni e sino a pochi mesi fa, ha
portato la Procura a denunciare diverse
persone con conseguenti sequestri di
tonnellate di prodotto pescato. I clienti
cinesi possono contare sull’organizzazione di diversi loro connazionali ben radicati nel territorio tarantino e che
ancora oggi conducono traffici illeciti
che puntano alla commercializzazione
di oloturie e cavallucci marini.

Queste
specie sono molto richieste dal mercato
della ristorazione asiatica: le oloturie,
comunemente dette “cetrioli di mare”,
verso il mercato di Hong Kong sono
utilizzate per uso alimentare, medico
e nel settore della cosmesi mentre i
cavallucci marini vengono utilizzati
nella produzione di un particolare
liquore: il cavalluccio marino dopo
essere stato posto dentro una bottiglia
viene lasciato a macerare nell’alcool”.

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