14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​Gli ordini partivano dal carcere con i “pizzini”​

Venivano impartiti dal boss Giovanni Giuliano Cagnazzo


Il boss Giovanni Giuliano Cagnazzo avrebbe impartito ordini
dal carcere con i “pizzini”, attraverso
Maria Schinai, compagna di Angelo
Scorrano, ritenuto fra gli elementi di
spicco del gruppo criminale.

Il boss
si relazionava con Pasquale Scurrano
e Alessandro Scorrano, ritenuti promotori del gruppo.Secondo l’accusa
vigilava sugli equilibri interni ed
esterni al gruppo dando il proprio
consenso all’affiliazione di nuovi
adepti e percepiva e amministrava regolarmente i guadagni derivanti dalle
attività illecite.
Particolarmente degna di nota è
l’affiliazione al gruppo di Antonello
Zecca già appartenente ad un’altra
organizzazione che operava sul territorio, cui era stata demandata, su
espressa indicazione di Cagnazzo la
gestione operativa del racket ai danni
dei titolari degli stabilimenti balneari
della litoranea jonica.

Sono emersi
gravi indizi di colpevolezza riguardo
agli incendi appiccati nell’estate del
2016 ai lidi “La Spiaggetta”, “Bahia
del Sol” e “Onda Blu”, e in relazione
a un tentativo di estorsione computo
ai danni del gestore dello stabilimento
“L’Ultima Spiaggia”.
Altre figure di spicco Costantino,
Bianchini gestore del traffico delle
banconote false, individuate in diverse
migliaia di euro, il cui profitto andava
a sostenere economicamente il mantenimento in vita del gruppo criminale;
Alessandro Scorrano, coordinatore di
tutte le squadre di pusherche operavano tra Lizzano, Faggiano, Torricella,
Sava e Maruggio(ogni squadra aveva
un referente e si occupava dello spaccio
al minuto di cocaina, eroina, metadone e hashish); Francesco Gualano,
responsabile dell’approvvigionamento
all’ingrosso dello stupefacente.

Il ricavato veniva in parte destinato
alle spese di giustizia sostenute dagli
affiliati detenuti, in parte destinato al
mantenimento delle loro famiglie e
in parte per retribuire i pusher, alcuni
dei quali letteralmente assunti “a libro
paga” con un contributo mensile pari a
circa sei o settecento euro.
Nel corso delle inmdagini sono stati
sequestrati circa 700 grammi di stupefacente di vario genere (hashish,
cocaina, eroina), banconote false
e munizioni. Sono inoltre emerse
responsabilità a carico di alcune
persone estranee al gruppo criminale
(indagine “Satellite” gip di Taranto).

In particolare di due persone, rispettivamente sottoposte alla misura
della custodia in carcere e agli arresti
domiciliari, perché ritenute responsabili di attività di spaccio di stupefacenti
sulla piazza di Torricella. Altre tre,
oggi rispettivamente sottoposte, in due
alla misura della custodia in carcere e
una agli arresti domiciliari, ritenutie invece responsabili di rapina aggravata,
lesioni personali ed estorsione ai danni
di un giovane di Lizzano.

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