16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

​Il generale non chiarisce: «Rideterminiamo il sito»​

Il ministro Costa al Tg1 parla di un generico «progetto innovativo col Mise»


«Riguardo a Taranto,
bisogna rideterminare il sito di
interesse nazionale, che diventerà
il più grande d’Italia. Abbiamo un
progetto con il Mise (il ministero
per lo Sviluppo Economico, ndr)
che è particolarmente innovativo».

Parole al sapore di politichese,
quelle di Sergio Costa. Il ministro
per l’Ambiente del governo Conte,
il generale dei carabinieri che per
i Cinquestelle doveva esportare la
lotta all’inquinamento sperimentata nella Terra dei Fuochi, è stato
intervistato ieri lunedì 25 nell’edizione serale del Tg1, a margine del
servizio sulla marcia per ricordare i
bambini vittime dell’inquinamento
a Taranto.
Svestita la divisa del militare, nel
bel completo ministeriale con bandiere sullo sfondo Costa non è parso nelle sue dichiarazioni in realtà
molto diverso dai suoi predecessori
– Orlando, Galletti – di quei ‘governi del Pd’ mediaticamente massacrati dai pentastellati pre-governo.
E le sue parole, tutto sommato,
possono ricondursi al famigerato “teniamo insieme ambiente e lavoro” che per i grillini era fumo
negli occhi, prima dell’avallo al
passaggio dell’acciaieria-mostro
(come la chiamavano gli attivisti)
sotto le insegne di ArcelorMittal.
Nessun accenno, da parte di Costa,
al Contratto istituzionale di Sviluppo per Taranto, che pare in standby; annunciato per la primavera una
norma («Terra Mia» il nome scelto)
per accelerare le bonifiche, non
solo a Taranto.

«Servono appalti
più veloci» la chiosa del ministro.
Non proprio parole inedite.

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