Cronaca

​Ci vogliono ignoranti e disinformati​

L’ultima trovata del M5S: niente giornali col bonus cultura


Da una parte il Consiglio d’Europa invita gli Stati membri ad incentivare il giornalismo di
qualità, dall’altra il governo italiano
nega ai ragazzi l’acquisto dei giornali con il bonus cultura.

Un altro
esempio dello stridente contrasto
che esiste tra gli ampi orizzonti
europei e le ristrette vedute italiane
rispetto al ruolo del giornalismo per
la crescita civile di un Paese.
Andiamo con ordine.
Il Consiglio d’Europa ha invitato i
47 Stati membri a garantire la sostenibilità finanziaria del giornalismo
di qualità, tenendo conto che si tratta
di un bene pubblico che svolge un
ruolo fondamentale per consentire
ai cittadini di essere in grado di formare ed esprimere le loro opinioni
e fare scelte informate su governo
e società.

Un ragionamento impeccabile.
In particolare, in una dichiarazione
adottata il 13 febbraio, il Comitato
dei Ministri del Consiglio d’Europa ha incoraggiato gli Stati a
predisporre un quadro normativo e
politico che faciliti il giornalismo di
qualità. Tutto ciò, ovviamente, senza
vincolare la linea editoriale e senza
intaccare l’indipendenza dei media.
Tra le misure previste per incoraggiare il giornalismo ci sono: un regime fiscale vantaggioso, sostegno
finanziario e possibilità dei media di
operare come organizzazioni senza
scopo di lucro e ricevere donazioni
da programmi filantropici.
Il Consiglio d’Europa ha approvato
questa dichiarazione motivandola
con la preoccupazione che la sostenibilità del giornalismo di qualità
sia a rischio. Una preoccupazione
che deriva dalla digitalizzazione
del settore, che ha compromesso i
tradizionali modelli di business basati sulla pubblicità.

Gli effetti sono
noti: riduzione della copertura delle
notizie, perdita di posti di lavoro e
deterioramento delle condizioni di lavoro dei giornalisti. Al Consiglio
d’Europa non sfugge che il web, pur
rappresentando una forma di espressione, contiene i rischi di mancanza
di trasparenza, manipolazione,
disinformazione e diffusione di
messaggi di odio, contenuti malevoli
e palesemente falsi.
Al contrario, in Italia il governo
(in particolare la componente del
M5S) cerca di stangare i giornali a
favore proprio della informazione,
o pseudo tale, che viaggia sul web.
L’ultimo sconcertante episodio è la
bocciatura dell’emendamento che
avrebbe consentito ai diciottenni di
utilizzare il bonus cultura da 500
euro anche per acquistare i giornali.
L’emendamento al decreto sul
reddito di cittadinanza era stato
presentato dal senatore Cangini
(Forza Italia) Ma il sottosegretario
al lavoro Claudio Cominardi ha dato
parere contrario e l’emendamento
è stato respinto tra le polemiche.
Forza Italia e Pd hanno accusato il
governo di avere «un atteggiamento
punitivo nei confronti della stampa». Bocciatura appoggiata, invece,
dal sottosegretario all’editoria, Vito
Crimi. Una bocciatura che arriva
dopo il taglio dei contributi all’editoria. Insomma, l’Europa vuole
sostenere i giornali riconoscendone
valore e affidabilità, l’Italia li vuole
di fatto cancellare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche