Cronaca

​Emissioni inquinanti, polemiche e risposte dopo gli ultimi dati​

ArcelorMittal si dichiara di essere pienamente conforme a tutte le regole imposte dall'Aia


ArcelorMittal Italia
“dichiara che il proprio stabilimento
di Taranto è strettamente controllato
secondo i più alti standard disponibili e
dotato di tutti i sistemi di monitoraggio
delle emissioni prescritti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale e dal
DPCM 29.09.2017, riferiti alle diverse
matrici ambientali (aria, acque, rifiuti,
suolo, etc.)”.

È quanto si legge in una
nota in cui l’azienda conferma anche
“di essere pienamente conforme a tutte
le regole imposte dall’AIA” e di “essere impegnata a realizzare un piano
ambientale che prevede l’investimento
di più di un miliardo di euro entro il
2023 e che renderà lo stabilimento
di Taranto il migliore stabilimento
d’Europa in termini di tecnologie
utilizzate e progetti realizzati. Si tratta
del piano più ambizioso mai intrapreso
in una acciaieria in funzione”.

Nei
giorni scorsi, l’associazione Peacelink
aveva denunciato un aumento delle
emissioni inquinanti, collegato ad un
aumento della produzione riportanso
i dati registrati dalle centraline di
monitoraggio dell’Arpa (Agenzia regionale per prevenzione e protezione
dell’ambiente) Puglia a ridosso delle
cokerie dell’acciaieria Arcelor Mittal.
Valori rilevati tra gennaio e febbraio
di quest’anno che, confrontati col
medesimo periodo del 2018, rivelano
picchi di sostanze pericolose come Ipa
(più 191 percento), benzene (più 160
per cento), idrogeno solforato (più 111
per cento), pm10 (più 29 per cento Env
e più 18 per cento Swam) e pm 2,5 (più
23 per cento). La produzione nel 2017
era scesa sotto 5 milioni di tonnellate,
aggirandosi attorno a 4,8 milioni.

Ma
nell’ultimo trimestre del 2018, si è
invertita la tendenza: la produzione ha
ripreso a marciare a ritmi più sostenuti
per avvicinarsi all’obiettivo delle 6 milioni di tonnellate sancite dall’accordo
siglato a settembre al ministero dello
Sviluppo economico. «Il ministro Di
Maio aveva detto: “Abbiamo installato
tecnologie a Taranto che riducono del
20% le emissioni nocive”» scrive Peacelink nella presentazione del report,
«ed ecco invece cosa sta avvenendo a
Taranto». Da registrare anche una nota
dell’associazione Genitori Tarantini
contro Mittal: «Nella giornata dedicata al ricordo delle piccole vittime
delle produzioni industriali altamente
inquinanti, nella cui classifica vi piazzate, irraggiungibili, al primo posto,
avete avuto l’ardire offensivo di calare,
oltre a quella italiana e a quella della
Comunità europea, la vostra bandiera
a mezz’asta. La vostra bandiera non è
riconosciuta, dal popolo tarantino. Non
vale niente. Ebbene, la vostra decisione, abbondantemente pubblicizzata
nella giornata dedicata agli angeli più
preziosi della nostra città, è un’offesa
che l’intera comunità tarantina non può
accettare».

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