06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Dicembre 2021 alle 07:05:17

Cronaca

Reparti accorpati. A gennaio tornano gli infermieri


 

 

Da gennaio si torna come prima, ovvero si torna all’assetto di novembre.  Dovrebbero partire in questi giorni, infatti, i telegrammi per le nuove assunzioni degli infermieri che a dicembre hanno dovuto farsi da parte.  Le ristrettezze economiche dell’azienda sanitaria locale avevano indotto la stessa a non rinnovare i contratti in scadenza al 30 novembre per una trentina di infermieri.

 

Questo aveva provocato l’accorpamento di alcuni reparti nei due nosocomi tarantini. Al SS Annunziata, infatti, per tutto il mese di dicembre, proprio a causa della carenza di personale, sono stati accorpati i reparti di Endocrinologia e di Medicina mentre al Moscati quelli di Oculistica e Otorino.

Per l’ospedale centrale tarantino da gennaio si dovrebbe tornare alla normalità, ovvero i due reparti dovrebbero tornare a funzionare autonomamente, perché i trenta infermieri saranno nuovamente assunti, ma con contratti a tempo. La scadenza è trimestrale, perchè a breve scadrà anche la mobilità per una novantina di infermieri che avevano un contratto a tempo indeterminato. Con molta probabilità, infatti, i 92 infermieri non di ruolo dovranno fare posto a chi oggi è in mobilità.

 

Gli altri sessanta che, invece, Regione ed Asl hanno confermato per dicembre dovrebbero avere un contratto a sei mesi.  Restano confermati, inoltre, i 128 medici i cui contratti furono prorogati di due mesi a fine ottobre scorso.  Questa dunque la mappa del personale non di ruolo nei due ospedali tarantini. 

 

Una mappa che rispecchia quella esistente a novembre e per la quale i sindacati si sono battuti.  Emiliano Messina del settore sanità della Uil Funzione Pubblica ricorda infatti che “gli accordi erano appunto di far pesare su Taranto il sacrificio di un solo mese, quello di dicembre. L’Asl, riconteggiando i fondi a disposizione, in un primo momento aveva paventato il rischio di lasciare, invece, inalterata la situazione per altri sei mesi. Ovvero di non riassumere i trenta infermieri mandati a casa. Una condizione inaccettabile per i già precari equilibri di garanzia dei livelli essenziali di assistenza. E soprattutto una condizione che avrebbe continuato a lasciare accorpati i reparti negli ospedali”. 

A tal proposito, però, se mentre al SS. Annunziata l’arrivo degli infermieri riporterà alla normalità le attività nei reparti di Medicina ed Endocrinologia, resta il dubbio sullo sdoppiamento dei reparti al Moscati. “Qui esiste un altro tipo di problema – fa sapere Messina – in quanto il primario è in pensione. Ma ci occuperemo anche di questo”.

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