17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

I Genitori Tarantini ad ArcelorMittal: «Fermate gli impianti»

L'Associazione scrive all'azienda, rispettare Piano ambientale


“Si è dovuto intervenire a livello legislativo per regalare immunità penale e amministrativa, ma per portare a termine le prescrizioni previste dal Piano ambientale si dovrebbero fermare gli impianti, così da non aver bisogno dell’enorme paracadute a voi fornito dai nostri governanti, vecchi e nuovi. Questa è la vera sfida”. Lo scrive l’associazione dei Genitori Tarantini in una lettera all’ad di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, dopo che l’azienda ha diffuso una nota in cui conferma il pieno rispetto delle prescrizioni Aia per lo stabilimento siderurgico (ex Ilva) di Taranto.

Questo il testo integrale della lettera:

«Non ci è pervenuta da parte vostra alcuna mail in risposta alla nostra, ma siamo venuti a conoscenza delle vostre dichiarazioni attraverso gli organi di informazione. Non saremo certamente noi a censurarvi, se questo è il vostro normale agire, ma ci riproponiamo a voi ancora attraverso una mail.

“Si tratta del piano più ambizioso mai intrapreso in una acciaieria in funzione”, ci fate sapere.

Bene, per far questo, per intervenire in una “acciaieria in funzione”, la Costituzione italiana è stata calpestata, offesa, colpita nel senso di giustizia che si respira in ogni suo articolo. Per fare questo, si è dovuto intervenire a livello legislativo per regalare immunità penale e amministrativa, già concessa ai commissari governativi, anche ai gestori privati, probabilmente unico caso nel mondo e sicuramente unico caso in Europa. Tutto questo con l’unico scopo di garantire quella continuità produttiva altamente inquinante che a Genova fu additata come dannosa per la salute delle persone e l’ambiente e a Taranto, di contro, sembra non sortire effetti, secondo alcuni. Per portare a termine le prescrizioni previste dal “Piano ambientale” si dovrebbero fermare gli impianti, così da non aver bisogno dell’enorme paracadute a voi fornito dai nostri governanti, vecchi e nuovi. Questa è la vera sfida! Questo è il vero passo che chi si sente parte dell’umanità dovrebbe compiere!

Sappiamo benissimo che non siete in possesso di bacchette magiche. Del resto, non abbiamo mai pensato, neppure per un secondo, che voi siate dei maghi. Più semplicemente, voi siete uomini di affari e come tali vi comportate, legati al vecchio quanto detestabile motto “business is business”.

E allora vai con l’inutile copertura dei parchi di minerale (“unica in Europa”, chissà perché) che modificherà in peggio la skyline della nostra città, incuranti delle bonifiche delle falde di superficie e di profondità. Non vedremo probabilmente più il cielo rosso delle giornate di maestrale, non potremo più fotografarlo, ma il Mar Piccolo e il Mar Grande continueranno ad essere inquinati perché “business is business”.

Come ripagare, allora, questa comunità? Vi sarete sicuramente chiesti.

Si vocifera, da qualche tempo, un avvicinamento di ArcelorMittal Italia alla squadra calcistica più rappresentativa del territorio. Non sappiamo se sono voci che resteranno tali, non sappiamo se sono soltanto desideri di qualche industriale locale.

Quello che per certo sappiamo è che i tarantini amano Taranto e solo per questa ragione tifano per il Taranto Calcio. Non è mai successo il contrario, né mai succederà.

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