28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00

Cronaca

Primarie, Pelillo: un successo per la democrazia


 

“Con tutti i limiti di una iniziativa unica nel suo genere le nostre primarie costituiscono un grande valore politico”. Parola dell’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo, candidato alle primarie, utili a scegliere i parlamentari del Pd, che si terranno domani. In una nostra intervista, l’assessore racconta anche i retroscena della candidatura, in riva allo Ionio, del capogruppo uscente dei “democratici” al Senato Anna Finocchiaro.

L’auspicio è quello di ridare facoltà di scelta al Pd. Sarà così? 
“Con tutti i limiti di una iniziativa unica nel suo genere, organizzata in quindici giorni, credo che il grande valore politico delle nostre primarie sia fuori discussione. Mi sbaglio o tutti i politici e tutti i cittadini erano contro il “porcellum”?”.

 

Non sbaglia. Crede ci siano dei limiti organizzativi nell’iniziativa?
“Il Pd è l’unico partito che ha optato per le primarie. Se penso alle prime primarie tra Vendola e Boccia ricordo i tanti problemi e le tante disfunzioni che si sono registrate. Anche questa sarà una “prima volta”. Quindi, così come in quel caso, ci saranno dei problemi. Ad ogni modo bisogna saper apprezzare il valore della scommessa e dello sforzo per mettere in piedi delle primarie uniche nel loro genere. E’ fisiologico avere dei problemi. Penso ad esempio alla data, sbagliatissima, del 30 dicembre, ma il valore simbolico e sostanziale è enorme”.

Ma le regole, stilate dalla Direzione nazionale del partito, non sembrano aver convinto tutti.
“Siamo stati i primi a porre dei paletti per la parità di genere. Il Pd sarà il partito che porterà più donne in Parlamento. Il nostro è un grande sforzo di cambiamento”.

 

Lei ha ottenuto una delle poche deroghe per potersi candidare.
“E’ vero, sono state concesse poche deroghe, credo che la prima sia stata proprio la mia che è stata accettata come priorità in Puglia e senza problemi a Roma”.

 

A proposito di deroghe e di donne. Il partito, a livello nazionale, ha scelto di candidare alcuni “big” in territori diversi da quelli d’origine. I casi Bindi a Reggio Calabria e Finocchiaro a Taranto sono solo un esempio…
“La Finocchiaro l’abbiamo chiesta noi. La senatrice è la donna di maggior spicco all’interno del partito. In futuro potrebbe essere una figura di rilievo dello Stato. Era candidata a Bologna, una piazza ben più agevole di Taranto, ma ha scelto di accettare il nostro invito. La sua candidatura non toglie nulla perchè sarà capolista, piuttosto, Anna Finocchiaro, impreziosisce il nostro territorio”.

 

Lei è assessore regionale ma ha deciso di candidarsi alle Politiche. Perchè?
“A mio parere si deve restare in carica fino all’ultimo giorno del mandato. Sono stato coerente fino ad oggi. Inutile nasconderci dietro un dito, il presidente Vendola sarà candidato in Parlamento, successivamente si dimetterà e nel 2013 si andrà a votare per rinnovare il Consiglio regionale. Io non vado via da nulla. Resterò in carica fino a quando ci sarà Vendola”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche