27 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Febbraio 2021 alle 16:29:51

Cronaca

​Crisi dell’edilizia, scioperano i lavoratori​

Il 15 marzo a Roma la protesta del comparto delle costruzioni


«Le ragioni della protesta
del comparto delle costruzioni hanno
solide fondamenta anche a Taranto».
Il 15 marzo a partire dalle 9.30 in piazza
del Popolo a Roma, i sindacati di categoria del settore delle costruzioni, Fillea
Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl, riuniranno
in uno sciopero generale tutti i lavoratori
italiani della filiera, e in prima istanza
porranno l’attenzione sulla «necessità di
un tavolo per individuare con il Governo
una strategia di rilancio del settore».

In quella protesta compariranno le
difficili vertenze che a Taranto ancora
non trovano soluzione: «da quella degli
ex dipendenti Cementir, passando per la
vicenda Natuzzi, fino al difficile stallo
del tavolo Cis e alla perdurante emorragia dell’appalto ex Ilva».
I dati impietosi del settore messi in mostra dai sindacati territoriali fotografano
la condizione di conclamata criticità per
uno dei settori anticiclici per eccellenza.
«Nei 600mila posti di lavoro persi in
tutta Italia molti arrivano dal bacino di
crisi di Taranto – dicono i sindacati – e
non sempre per effetto di una recessione
strutturale, ma anche per i fuorvianti
effetti del dumping contrattuale».

Dai dati forniti dalla Cassa edile trova
conferma il grido di dolore lanciato da
Feneal, Filca e Fillea: dal 2008 al 2018
si è passati da 7541 a 3.308 lavoratori, la
massa salari passa invece da un valore
di 62.235.000 euro a 32.869.000 euro,
le imprese da 1.316 a 674.
«Un dato su tutti: nel 2008 l’ingresso
giornaliero di lavoratori edili nell’appalto Ilva di Taranto era di 1.317 unità;
nel 2017 l’ingresso medio giornaliero
dei lavoratori edili è stato invece di 185
unità».
Una fase di recessione su cui i livelli
nazionali del sindacato chiedono immediata operatività da parte del Governo.
«Mancano i programmi pluriennali per
le infrastrutture, continuiamo a registrare grandi opacità sul piano degli
interventi per la messa in sicurezza del
territorio e sul piano della rigenerazione urbana – dicono – e sembra concreta
l’ipotesi di un ulteriore freno rispetto
alla dotazione di una rete di infrastrutture materiali e immateriali del nostro
paese».

Lo sciopero generale del 15 marzo
arriva all’apice di una stagione di difficoltà che hanno riguardato il rapporto
con Governo, a partire dalla critiche
mosse da Cgil, Cisl e Uil alla manovra
finanziaria. «Abbiamo bisogno di riattivare il lavoro – spiegano i sindacati di
categoria – e per questo presenteremo
al Governo una proposta di rilancio del
settore basata su opere e investimenti,
qualità del lavoro e delle imprese e un
adeguato piano incentivi per garantire
casa e servizi per l’abitare».

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