18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca

Gli insulti verso Taranto prendono la laurea


 

Cori e insulti degni del peggior derby calcistico. A fare da scenario, però, non i gradoni di uno stadio ma quello che dovrebbe essere il tempio della cultura e del sapere: l’università. 

 

E’ un video choc quello che sta girando in Rete, e che vede protagonisti alcuni studenti baresi che, reduci dalla vittoria elettorale alle recenti consultazioni studentesche, nel festeggiare si lasciano andare – in Ateneo, a Bari – a insulti pesanti verso i colleghi tarantini. A farsi immortalare gli esponenti della lista ‘Noi’, raggruppamento di destra, con oltre il 52% dei consensi vincitori della consultazione.

 

Il sindaco Michele Emiliano ha stigmatizzato il comportamento degli universitari baresi, chiedendo scusa a Taranto. Secca la replica di quelli di Noi: “Questa vittoria sta infastidendo molti politici locali che hanno sempre sfruttato il bacino studentesco per meri fini elettorali. Ora potremmo anche chiedere alle stesse istituzioni che oggi senza sapere nulla di tutto ciò e senza conoscerci puntano il dito contro di Noi di tutelarci dalle minacce che stiamo ricevendo già dalla presentazione della lista Noi mediante telefonate notturne, promesse di pestaggi, sputi e furti quotidiani”.

A far scatenare le ire, e gli insulti, degli studenti di destra contro i tarantini la posizione presa dalla lista che fa riferimento proprio agli studenti ionici, troppo ‘ondivaga’ secondo i baresi. Nel capoluogo ionico, e non solo negli ambienti universitari, il video ha generato un’ondata di sdegno.

 

Di “episodio squallido” parla Mara Pavone, coordinatrice su Taranto della lista di sinistra Link. “Festeggiare è legittimo, ma non in quei modi ed in quella sede. Il vero problema è che Taranto – anche in campo universitario – è soltanto un bacino di voti al quale attingere”. Il caso riaccende i riflettori su un tema, quello dell’università ionica, che pare sparito dall’agenda politica locale. Delle province pugliesi, infatti, soltanto Taranto e Brindisi (oltre alla Bat) non hanno un Ateneo autonomo, e sono quindi feudo di Bari e Lecce. Che dettano legge, anche in questo campo.

 

“L’autonomia è francamente impossibile, con le ristrettezze imposte dalla politica nazionale” annota amara Pavone “ma il problema non è solo quello. Il 2012 è stato l’anno del ritorno indietro per la nostra università. Un anno assolutamente negativo. Avevamo tre facoltà, dopo la riforma Gelmini c’è solo un dipartimento economico-giuridico. Il nodo è anche quello della gestione delle risorse che vengono dirottate sul polo tarantino, mentre ci sono criticità diverse sulle sedi. La Rossarol manca di tutto, ad Economia ci sono addirittura infiltrazioni d’acqua”. 

 

“Il Rettore guarderà il video e deciderà cosa fare” aggiunge, dall’esecutivo di Link Taranto, Francesco Valentini. “Quanto accaduto a Bari e condannabile ma anche, viste le persone che ne sono state protagoniste, prevedibile”. Al di là degli insulti, il 2013 si aprirà con una domanda: qual è il futuro dell’università ‘a’ (e non ‘di’) Taranto?

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