08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

​La crisi dell’edilizia, tra opere incompiute e cantieri che non partono​

L’analisi tracciata dall’Ance di Taranto


«Un paese da codice
rosso con infrastrutture al collasso,
manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono e una
forza imprenditoriale e occupazionale stretta in una crisi ormai senza
precedenti».

La cartolina “dal cuore della congiuntura” arriva direttamente da
Ance, che insieme ai sindacati di
categoria, tratteggia senza pietà la
condizione di assoluta recessione
del comparto dell’edilizia.
«Un quadro che nella Taranto dal
grande potenziale di investimenti
pubblici, suona ancora di più come
una beffa, considerato quanto denunciato nei giorni scorsi dall’ente
bilaterale della Cassa Edile ionica.
In questo quadro d’assieme l’azione di Ance sta seguendo una strada parallela, a livello nazionale e a
livello locale – spiega Paolo Campagna, presidente della Sezione
Costruttori Edili di Confindustria
– perché se a livello centrale continuiamo a chiedere un intervento di
urgenza per far ripartire i cantieri e
modificare il codice degli appalti,
a livello territoriale continuiamo
la nostra incessante azione di pressing nei confronti delle stazioni appaltanti locali».

E’ infatti di alcuni giorni fa una
lettera inviata da Ance Taranto alle
stazioni appaltanti del territorio per
«evitare che si compia, in punta di
interpretazioni al Codice, il delitto
perfetto nei confronti del sistema
edilizia tarantino – dichiara ancora
Campagna – In particolare chiediamo agli enti di fare particolare attenzione alle problematiche indotte
da un generale utilizzo del criterio
dell’offerta economicamente più
vantaggiosa nell’affidamento delle
opere, in ragione di diffuse applicazioni non pienamente in linea con
le finalità delle norme del Codice
e delle Linee Guida Anac che ne
regolano l’impiego nelle procedure di gara. In aderenza allo spirito ed
alle finalità della norma, le stazioni
appaltanti devono individuare criteri di valutazione di fatto idonei
ad evidenziare le caratteristiche
migliorative delle offerte presentate dai concorrenti e dunque a
consentire un effettivo confronto
concorrenziale sui profili tecnici,
evitando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori
o di eccessiva competizione sugli
elementi economici.

Quello che
nella pratica abbiamo osservato
è che sempre più la competizione
tende a svolgersi sulla base di ribassi economici elevati a scapito dei profili tecnici e qualitativi
dell’offerta e questo – commenta
il presidente di Ance Taranto – rischia di scoraggiare le aziende
sane, impossibilitate a inerpicarsi
lungo i sentieri di ribassi temerari
e a volte completamente insostenibili. Siamo in una crisi che ormai
raschia il fondo del barile del grado
di sopportazione di imprese e lavoratori – conclude Paolo Campagna
– e sarà opportuno, in attesa degli
interventi urgenti promessi, rendere sostenibili e aperti alla sana
concorrenza gli appalti. La responsabilità è di tutti».

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