13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca

​Il caso Tamburi fa discutere​

I commenti della politica sulla chiusura delle scuole


«La chiusura delle scuole De Carolis
e Deledda, avvenuta con ordinanza da parte del sindaco Melucci, ripropone ancora una volta il tema
del bisogno di risposte certe e scientificamente
probanti rispetto all’inquinamento a Taranto». Per
questa ragione, «anche alla luce delle dichiarazioni
del presidente di Peacelink, professor Marescotti,
e del leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che hanno
recentemente entrambi affermato che vi è stato
un sensibile aumento dell’inquinamento a Taranto
rispetto a gli Ipa e alla diossina» il consigliere
Gianni Liviano ha inoltrato una interrogazione al
presidente della Regione per poter ricevere risposte
scientifiche dalla massima autorità della Regione.
Il caso Taranto continua a far discutere.

«Il recente
provvedimento di chiusura temporanea di due
scuole del quartiere Tamburi solleva interrogativi
rimasti al momento inevasi. In particolare, appare
chiaro che, se vi è un danno potenziale nei confronti della popolazione scolare, lo stesso si può dire
dei residenti che vivono a ridosso delle cosiddette
collinette ecologiche e degli operai che lavorano
in aziende prossime a quelle enormi discariche
di rifiuti tossici» è la valutazione del senatore
del MoVimento 5 Stelle, Mario Turco, che poi
aggiunge: «Accolgo con gioia la notizia che il ministro dell’Ambiente Costa abbia chiamato in causa
l’Istituto Superiore di Sanità (Ispra) per indagare
in merito all’aumento degli inquinanti registrato
dalle centraline dell’Arpa».

Sergio Costa lo ha annunciato ai microfoni Rai; ad ogni buon conto alla
base del provvedimento sulle scuole non ci sono gli
ultimi dati, di cui ha parlato anche il ministro, ma
il sequestro delle collinette ex Ilva disposto dalla
magistratura. «Il 16 gennaio, quando siamo partiti
con la sottoscrizione di un esposto che denuncia
le emissioni nocive di ArcelorMittal, avevamo
già capito che la nuova gestione in pochi mesi di
produzione era sulla stessa linea della gestione
dei Riva e di quella dei Commissari di Governo.
Oggi abbiamo tutte le conferme: nelle acciaierie
continuano a verificarsi slopping, dalle cokerie si
alzano fumi cancerogeni di Benzo(a)pirene che
non vengono captati, gli impianti dell’agglomerato sono ditrutti e dagli squarci si disperdono
polveri contenenti diossina. Abbiamo le prove, le
depositiamo in Procura» dice Luciano Manna,
mentre Massimo Battista in una nota scrive che
il sindaco «deve trovare il coraggio di schierarsi
dalla parte dei suoi concittadini e lottare affinché
le fonti inquinanti siano fermate, viceversa sarebbe
meglio che rassegnasse le dimissioni».


Ad intervenire anche Movimento Civico Massa
Critica Ionio: «Ripristinare un metodo dal rigore scientifico condiviso e inconfutabile è l’unica
strada per governare questo territorio. L’altro è
quello di arrendersi agli irriducibili del “chiudiamo
comunque” mettendoli alla prova per verificare se
ne sono realmente capaci».

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