Cronaca

Tamburi, si cercano altre aule

​Gli interventi dell’assessore Viggiano, dei genitori e di Giorgia Meloni​


L’obiettivo è quello di
produrre il minor disagio possibile
ai piccoli alunni. La chiusura delle
scuole Deledda e De Carolis, a scopo
precauzionale per la loro vicinanza con
le collinette ecologiche messe sotto
sequestro (la questione è solo ed esclusivamente questa e non va confusa con
gli altri allarmi che vengono diffusi in
questi giorni), sta impegnando il Comune nella ricerca di soluzioni efficaci
per garantire il diritto allo studio senza
sconvolgere le abitudini delle famiglie.
In queste ore è previsto un vertice tra
Comune e Provveditorato agli Studi
per verificare la praticabilità di alcune
soluzioni ipotizzate.

Il tentativo è quello di reperire spazi utilizzabili come
aule nello stesso rione. L’assessore
all’ambiente Francesca Viggiano è
in contatto con una serie di enti,
anche con la Curia, per verificare la
disponibilità di alcuni immobili. Già
nelle prossime ore dovremmo avere
un quadro più chiaro della situazione.
Intanto, sembra vicina la soluzione per
i bambini della scuola dell’infanzia:
forse già mercoledì mattina potrebbero trovare ospitalità nelle aule della
scuola Vico, in via Angeli Custodi.
Per gli alunni delle elementari e delle
medie, come detto, si stanno studiando
le soluzioni meno disagevoli possibile.
Tra queste non dovrebbe esserci quella
del turno pomeridiano. Proprio sabato
l’assessore Viggiano ha incontrato tanti
cittadini del rione Tamburi, in Piazza
Masaccio. «Ringrazio – dichiara l’assessore – quelle mamme e quei papà
per non aver mai abbandonato i sogni
di un futuro migliore. Ora però è il
momento di portare la battaglia ad un
livello superiore. Niente più approssimazioni, niente più improvvisazioni.

Insieme. Con Ministeri, Parlamento,
la Regione e gli enti preposti, quali
Arpa ed Asl.
Noi siamo pronti, possiamo farcela
e la voglia di verità passa attraverso
dati certi. Abbiamo bisogno di verità
e serietà, non di dati parziali ed indagini casalinghe e non certificate. Se
i dati di questi ultimi giorni fossero
così drammatici come riportato da
stampa e social network, abbiamo la
coscienza a posto perché come per le
“collinette ecologiche” abbiamo messo
in atto azioni a tutela della popolazione
studentesca mai intraprese prima».

«Se invece – prosegue l’assessore
Viggiano – Ispra e Arpa dovessero
certificare dati sotto controllo, i bambini potranno tornare nelle loro aule,
ma noi non abbasseremo la guardia
e continueremo a pretendere serietà
dagli organismi tecnici a tutela della
cittadinanza. A chi in buona fede
cerca e diffonde dati senza parere
scientifico mi sento di rivolgere un
appello: lottate con noi per ottenere
dati certi ed ufficiali, non vi limitate
a coltivare il vostro orticello. Insieme
saremo più forti. Altri, però, in buona
fede non sono, fanno cattiva politica
vendendoci al loro migliore offerente
o hanno grandi interessi affinché la
città rimanga schiacciata da costanti
guerre intestine. Costoro saranno sempre ignorati, ma della nostra battaglia
beneficeranno anche loro. E a noi va
bene così».

La chiusura delle scuole Deledda e De
Carolis ha avuto un clamore nazionale.
«I bambini del rione Tamburi – afferma
Giorgia Meloni, presidente di Fratelli
d’Italia – hanno diritto alla salute e
all’istruzione. La chiusura temporanea di una scuola elementare è un
pannicello caldo che non risolverà il
problema dell’esposizione dei bambini
del Tamburi ai veleni; tantomeno la
dislocazione dei 700 scolari in tutte
le scuole della città, con conseguenti
gravi disagi e interruzione del percorso didattico, potrà garantire il diritto
all’istruzione dei bambini.
Rivolgo dunque il mio accorato appello al sindaco di Taranto, Rinaldo
Melucci, affinché possa concordare
con la dirigenza scolastica e con le
istituzioni preposte una soluzione
che sia definitiva e che tuteli tanto la
salute dei piccoli quanto il loro diritto
all’istruzione».

Al sindaco si rivolgono anche Carla
Luccarelli, Francesca Summa, Valentina Boccasini, Angelo Di Ponzio,
Mauro Zaratta, Aurelio Rebuzzi,
genitori di bambini deceduti per malattie correlate all’inquinamento. Inun
lungo e accorato appello chiedono al
sindaco «che sia svolto, nel più breve
tempo possibile, un consiglio comunale monotematico, pubblico».

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